CUBA (Varadero)- dal 10 al 17 gen. 2009 -

    Per la vacanze invernale, questa volta il gruppo capitanato da Tonino Scarpitti ha scelto Cuba.
        La bici vacanza è stata impostata con il solito collaudato sistema: sistemazione in un villaggio turistico sul mare ed uscite giornaliere per esplorare la zona in un ampio raggio.

La scelta della location era praticamente obbligata: Varadero!.
 

    E' pur vero che la cittadina turistica non rispecchia la vera essenza di Cuba poichè, in effetti, è solo un centro di attrazione che offre ai turisti europei ed americani esattamente quello che si attendono, ma è anche vero che appena fuori dalla zona degli hotel, la realtà si mostra in ogni sua sfaccettatura. E la realtà è una povertà dignitosa accettata da tutti perché non esiste disuguaglianza sociale; il dottore e il cameriere guadagnano la stessa (modica!) cifra e gli unici "ricchi" sono proprio i turisti con i portafogli gonfi di Euro!
    Erano 25 i ciclisti del gruppo ma ad essi si univano giornalmente almeno una decina di "locali" i quali normalmente superano l'embargo americano e l'impossibilità di reperire materiale tecnico ottenendo dagli stranieri, a fine vacanza un copertoncino, una camera d'aria e qualche completo ciclistico. Dal punto di vista ciclistico la vacanza era di quelle "facili" poiché la zona è interamente pianeggiante; e la presenza dei "locali" ha consentito di inoltrarsi anche in strade interne decisamente poco usuali per gli stranieri.
    Spesso si pedalava nelle "autostrade" cubane (poche auto ma molti carretti, bici, pedoni, ecc.) e la presenza del pullman a seguito ha stimolato i partecipanti a fare molti più chilometri di quelli che probabilmente ognuno si era prefisso di fare.
   . In qualche occasione si è assistito a lunghe tirate in cui si viveva una gara Italia-Cuba che non è stata mai dichiarata ma che si leggeva chiaramente nell'impegno e nei muscoli di tutti!.
    Nel corso della settimana si sono fatte anche due lunghe puntate ciclistiche andando da Varadero a l'Avana (una pedalata di circa 110 chilometri lungo la costa nord) e da Varadero alla Baia dei Porci (oltre 120 chilometri di strade interne attraversando tutta l'isola fino a giungere alla costa caraibica) ed a fine settimana la soddisfazione si leggeva sui volti di tutti.
    Anche per gli accompagnatori è stato piacevole vivere in un ottimo villaggio turistico "all inclusive" avendo la possibilità di utilizzare giornalmente il bus-scopa per visitare tutte le cittadine che i ciclisti attraversavano. .
    Ed anche per questo, a fine della settimana, molti dei 40 partecipanti chiedevano di riproporre la bici vacanza anche il prossimo anno andando magari a pedalare in una zona diversa dell'isola caraibica!

Ecco un breve resoconto della varie tappe.

    Sabato 10 febbraio: il volo charter che da Roma e Milano portava a Cuba è stata l'unica nota stonata della vacanza.
Un ritardo di ben 10 ore ha costretto ad una lunga attesa in aeroporto e l'assenza di informazioni sulle reali motivazioni del ritardo ha esasperato gli animo, ma alla fine, a notte inoltrata, l'aereo è finalmente decollato.
Domenica 11: appena giunti in hotel, solo il tempo di disfare i bagagli e poi subito in bici pedalando nella penisola di Varadero per una cinquantina di chilometri nel sole estivo.
Lunedì 12:Prima uscita
si iniziava ad esplorare la vera Cuba andando all'interno fino a Maximo Gomez (di fatto un agglomerato di case che circondavano uno zuccherificio) dopo aver attraversato la cittadina di Cardenas con le sue case basse … e povere! .

Martedì 13: (2° uscita)
si pedalava lungo la costa seguendo una bella strada costiera fino a giungere a Matanzas (una quarantina di chilometri da Varadero). Al ritorno l'ampia autostrada stimolava gli istinti corsaioli ed in hotel si arrivava alla spicciolata. Per la cronaca Cuba ha ampiamente battuto l'Italia ma i "locali" erano certamente più giovani ed allenati!.

   Mercoledì 14: la giornata è stata dedicata alla scoperta de L'Avana. Solo in sette italiani (di cui tre donne) partivano di primo mattino per fare l'intero percorso in bici mentre tutti gli altri optavano per salire comodamente in bus. Si pedalava in una autostrada che costeggiava essenzialmente il mare; nei 110 chilometri si incontravano anche lunghi strappi nei quali di frequente ci si mischiava a gruppi di ciclisti locali. All'ingresso della capitale tutti salivano nel bus e si proseguiva la giornata andando a fare i turisti alla scoperta di una città in cui il tempo sembra essersi fermato agli anni cinquanta!.

Giovedì 15: una pedalata nelle strade interne che mai un turista vedrà! Un mondo fatto di povere case e di piccoli orti ricavati tra le piantagioni di canna da zucchero nei quali ciascuno produce qualcosa che poi spera di vendere. Per alcuni tratti si faceva lo slalom tra le buche della strada ma nessuno si lamentava perché era esattamente quello che tutti volevano vedere! .

lei ha noleggiato una super bici locale!       questa è una gara ad inseguimento!

   
Venerdì 16: in pieno spirito "scarpittiano",
un improvviso cambio di programma portava i ciclisti ad una lunga pedalata che attraversava l'isola dalla costa oceanica del nord alla costa caraibica del sud. Oltre 120 chilometri caratterizzati da una infinita serie di strade interne (quasi tutte senza alcuna indicazione stradale!) e dai tanti agglomerati di povere case di legno che nascevano vicino alle piantagioni di canna da zucchero e di frutta tropicale. Ma fare un tuffo nelle calde acque del Mar dei Caraibi era un grande incentivo a pedalare senza sosta per oltre 120 chilometri. La giornata è stata anche caratterizzata dal pasto in un "ristorante" locale (una baracca di legno ancora in costruzione in cui agivano delle cuoche che definire "improvvisate" è quasi un complimento!! Una cosa veramente incredibile, ma quelli che l'hanno vissuta la ricorderanno per tutta la vita!.
Sabato 17:
la vacanza volge al termine ma c'è ancora qualcuno che decide di fare una breve uscita in bici lungo le strade oramai note della penisola di Varadero; però la maggior parte dei partecipanti ha rimesso le bici nelle sacche e va a fare gli ultimi acquisti. La sera ci si trasferisce a L'Avana per un volo aereo intercontinentale che questa volta parte in perfetto orario.

Domenica 18 febbraio: si arriva addirittura in anticipo sul previsto per via di forti venti in quota che rendono brevissimo il volo per l'Italia. .

Ciao Cuba: arrivederci a presto!