In Marocco una Bici-Vacanza da ricordare!Volo AT 940 della Royal Air Maroc che da Casablanca mi riporta a Roma.A 10.000 metri di altezza non resisto alla tentazione di mettere subito nella memoria del computer portatile le mie prime impressioni sulla BiciVacanza in Marocco fatta ad Agadir dal 16 al 23 di marzo. Sapevo che saremmo stati benissimo gia da tempo perchè nel leggere i nomi delle iscrizioni che arrivavano alla settimana africana vedevo che molti partecipanti erano amici con i quali da tempo faccio scorribande in bici nel mondo. Vedevo formarsi una giusta miscela di giovani atleti con tendenze sportive e di persone con vocazione vacanziera e vedevo che vi era una altissima percentuale di gentil sesso (31 uomini e 13 donne!) e sapevo per esperienza che la presenza femminile stimola noi maschietti a dare sempre il meglio in cortesia e disponibilità. Così è avvenuto! Il "clima" nel gruppo è stato veramente piacevole. Si aggiunga poi che il Villaggio Valtur di Agadir è stato all'altezza delle aspettative; che abbiamo avuto ogni giorno sole e caldo (… anche troppo!!!) e che le strade, appena fuori dal centro abitato, erano sempre prive di traffico. La presenza della WinningTime rendeva stimolante la "competizione" all'interno del gruppo anche grazie alla formula oramai ampiamente sperimentata che accontenta tutti (percorsi in andata e ritorno, tratti cronometrati di diversa difficoltà, categorie "scarpittianamente" personalizzate, ecc.!). E poi anche io sono andato in bici ogni giorno e questo per me è il massimo! Naturalmente, come è oramai abitudine consolidata nelle nostre bici-vacanze, il programma iniziale è stato in molte parti cambiato nel corso delle riunioni serali (erano sempre presenti praticamente tutti i 63 partecipanti (ciclisti ed accompagnatori) e di giorno in giorno è stato adattato alle esigenze. Chi non conosce il nostro modo di intendere le vacanze ciclistiche potrebbe pensare che è assurdo mettere in programma una "Maratona di Marrakech" per poi presentare nella riunione della sera prima ben 5 (dicasi cinque!) opzioni, tutte diverse da quello che era stato programmato! Se poi tutte le opzioni si realizzano con piena felicità dei partecipanti … allora c'è da dire che questa splendida anarchia è esattamente la cosa che piace a tutti noi. Ed a fine vacanza si vedevano solo facce sorridenti. |
Ecco un breve resoconto della settimana.Venerdì 16/03/07:arrivato qualche giorno prima per perfezionare gli ultimi dettagli della bici-vacanza, attendo qualche apprensione in aeroporto i charter Valtur provenienti da Milano, Bergamo, Verona e Roma; in particolare mi preoccupa il volo di Verona nel quale dovevano trovare posto 28 biciclette ed una infinità di borse da golf. Ma arrivano tutti e questo mi mette subito di buon umore.
una parte dei ciclisti si apprestano alla prima uscita |
Sabato 17: - I° tappa:"Cronoscalata della Kasbah" - la mattina in hotel si prende contatto con il villaggio Valtur e si prepara la bici; poi una breve riunione informativa sulla cronoscalata del pomeriggio. Si va fino alla vecchia Casbah, posta sulla sommità di un colle (216 m. slm.) nel quale qualcuno ha fatto scrivere in arabo "Dio, Padre e Re", e perché la cosa sia ben chiara a tutti, ha disegnato una scritta enorme visibile sia di giorno che di notte!Dall'hotel guardiamo il colle, ma siamo molto più interessati alla strada che si vede salire nel costone di roccia calcarea in maniera poco rassicurante per i meno allenati!
![]() … ecco quello che aspetta i ciclisti! però il CarroScopa è sempre presente! Si parte a gruppi, divisi per categorie, e contro un fastidiosissimo vento che aumenta la difficoltà! Ma in vetta ci arrivano tutti, anche i 6 o 7 che non hanno voluto prendere il chip WinningTime e che quindi evitano rigorosamente di passare sul tappetino. Vince la tappa Emmanuel Diana con il tempo di 8 minuti e 24 secondi; l'ultimo ad arrivare è Mario Lampugnani che impiega 18 minuti e 31 secondi; Gabriella Midolini con 11.23 batte in volata la svizzera Sylvia Knoepfel ed è la prima donna ad arrivare in vetta. Si ritorna in città tutti assieme e si va a fare un breve giro pedalando tranquillamente. La sera, prima di cena una rapida riunione decide che il programma della seconda tappa può essere rispettato! |
Domenica 18: II° tappa :"Cap Rhir" - si parte alle nove di mattina per andare verso nord lungo una bella strada costiera densa di saliscendi e di splendidi scorci panoramici. Si esce da Agadir in gruppo e si percorrono assieme una quindicina di chilometri; poi "la spunta" iniziale e quindi si parte a tutta per fare trenta chilometri cronometrati! Una infinità di scatti e controscatti selezionano un gruppetto di 4 concorrenti i quali disputano la volata davanti al faro di Cap Rhir. subito si scatena la bagarre tra i ciclisti. la strada costeggia l'oceano atlantico. Vince Manuel De Angeli su Umberto Tonini, Emmanuel Diana e Marco Canotti; poi dopo diversi minuti, a piccoli gruppi, arrivano tutti. Tornando in maniera rilassata fino all'hotel si parla della gara e c'è chi si rammarica per un "treno" perso in qualche strappetto insidioso. Grande lotta tra le signore: Gabriella e Sylvia arrivano nel terzo gruppetto come al solito appaiate, ma è Margherita Zavan che riesce a fare il colpaccio: regge il ritmo delle due primedonne e resta con loro guadagnando così minuti preziosi per la classifica della sua categoria. |
Lunedì 19: III° tappa:"Immouzzer" - il terzo giorno si va per la prima volta nell'interno in un percorso veramente impegnativo: sessanta chilometri da fare in andata e ritorno con un dislivello complessivo di oltre 1.600 metri! ![]() pronti a partire per il tratto cronometrato. è stato "l'accompagnatore" sempre presente! Dopo un tratto cronometrato di una quindicina di chilometri con "soli" 400 metri di dislivello, sono in pochi quelli che seguono il mio consiglio (…se non siete ben allenati evitate di farvi tutta la salita di Immouzzer!) e tutti vanno ad assaggiare la lunga ascesa. Si costeggia un torrente che ha scavato la sua strada nella roccia per poi salire, sotto un sole caldissimo. si pedala in uno scenario naturale unico!Lungo la strada qualche povera casa berbera dove il Re (… quello della scritta di Agadir!) farebbe bene a passare di tanto in tanto! Se lo facesse, vedrebbe in quali condizioni vive questa povera gente! Altro che il verde dei giardini del Palazzo Reale di Agadir oppure del fasto della residenza marina dove il Re d'Arabia passa le vacanze circondato da una impressionante quantità di militari che lo proteggono! Sono pochi i "nostri" eroi che salgono sul CarroScopa; la maggior parte preferisce dire basta a metà salita e tornare indietro mentre solo una quindicina salgono fino ai 1.200 metri di Immouzzer. La gara del giorno è stata vinta da Umberto Tonini che si prende la soddisfazione di battere in volata il duo Manuel/Emmanuel; naturalmente si è ripetuto il duello tra le due primedonne, entrambe della categoria F, ma è ancora Gabriella a passare nel tappetino più lestamente. Ma c'è lotta serrata in tutte le categorie! Nella A dei giovani la lotta è tra i due Manuels. Nella B Fabio Balducci cerca disperatamente di recuperare a Paolo Merlo i minuti persi nella seconda tappa. Nella C Mauro Matucci non ha rivali che possono impensierirlo e deve guardarsi solo da Mario Tonutti. Nella D sono sempre assieme Gino Nanni e Carlo Valentini. La categoria E delle "ragazzine" è comandata da Margherita Zavan che sfrutta l'esiguo vantaggio su Maria Luisa Colzani e AnnaMaria Lai conquistato nella seconda tappa. Nella riunione serale si cerca una alternativa alla prevista "Maratona di Marrakech" (la strada è troppo pericolosa per via dei camion lanciati a velocità indicibili) e si fanno ben cinque ipotesi che accontentano tutti! |
Martedì 20: la "Follia di Marrakech"- Qualcuno sceglie di fare una giornata di riposo in hotel. Altri vanno in taxi a Taraudannt (una città distante una ottantina di chilometri). Altri ancora partono in bus la mattina presto per andare a visitare Marrakech senza le bici tornando in serata. C'è anche chi va a Marrakech per "vivere" la notte della famosa città imperiale.Sono pochissimi i folli che decidono di andare a Marrakech in bici attraversando le montagne dell'Alto Atlante! In rigoroso ordine alfabetico: Berardi Giancarlo, De Angeli Manuel, Diana Emmanuel, Robba Francesco, Stefani Chiara, Zavan Margherita e Zanotti Carlo. Naturalmente non potevo lasciarli soli e quindi porto la bici perché … non si sa mai. Partenza in minibus alle sei; trasferimento di quattro ore per arrivare nel cuore delle grandi montagne! Per salire al passo di Tizi'n Test bisogna avere le coronarie a posto: la strada è stretta e taglia un costone brullo; si ha la piacevole compagnia di oltre un migliaio di metri di vuoto! Sul minibus troviamo sempre un ottimo motivo per rinviare il momento in cui mettere giù le bici. Arriviamo così ai 2.100 metri del passo senza aver dato un solo colpo di pedale! ![]() visi riposati dopo la "scalata" ai 2.100 metri del passo Tizi'n test! siamo entrati profondamente nel vero Marocco! La vista che si gode da lassù è decisamente spettacolare e, dopo la foto di rito, si prendono finalmente le bici, sicuri di potersi tuffare in una lunghissima discesa nell'altro versante; si scopre invece che la strada resta per lungo tempo in quota e che abbiamo il vento contrario. Il posto comunque è decisamente superbo e le gambe girano che è una bellezza! Poi cominciamo a scendere per chilometri e chilometri nei quali non si incontra anima viva. Anche le povere case che si incontrano sembrano essere disabitate. Giunti in valle aumentano le case ma aumenta anche il vento contrario e diventa difficile procedere spediti. Dopo una cinquantina di chilometri Manuel prende una pietra, rompe il copertoncino ed è costretto ad andare a fare compagnia al nostro Claudio Meloni (un vero eroe: per assistere noi ciclisti, a fine giornata avrà accumulato oltre settecento chilometri di minibus ed una quindicina di ore di musica berbera allucinante che l'autista ascolta ininterrottamente dal mangianastri!). Io e Margherita ci arrendiamo dopo una settantina di chilometri ma gli altri proseguono. La strada ora alterna tratti di leggera discesa a tratti di salita ed è veramente faticoso andare avanti. Nelle prime ore del pomeriggio arriviamo in una cittadina dove andiamo a cercare qualcosa da mangiare. Margherita ha fame e vorrebbe assaggiare la carne di capra ma poi decide di soprassedere dopo aver visto le modalità dell'operazione (la carne è appesa in bella vista; il cuoco ne taglia la quantità desiderata, la cuoce e la serve in un unico piatto dal quale poi tutti la mangiano prendendola direttamente con le mani!). Arriva alla spicciolata gli altri e tutti decidono di averne avuto abbastanza: hanno pedalato per oltre un centinaio di faticosi chilometri! una foratura ci voleva proprio per riposarsi! Vista la situazione igienica dei "ristoranti" locali, si decide di andare a mangiare qualcosa nella oramai vicina Marrakech: giungiamo così nella città imperiale tra le migliaia di turisti che affollano la piazza principale. Solo una breve capatina perché ci attendono ancora cinque ore di minibus allietati dalla musica berbera! Oramai ne abbiamo imparato anche ritmo e parole e si imbastisce addirittura un coro italo-marocchino! Arriviamo in hotel a notte inoltrata ma il morale è altissimo e la giornata è stata di quelle che non si dimenticheranno mai! |
Mercoledì 21: IV° tappa:"Dintorni di Agadir" - Lo stravolgimento del programma del martedì porta i suoi strascichi anche in nell'ultima giornata in cui si fa un tratto cronometrato: cinquantadue chilometri di un percorso vallonato dove conterà moltissimo la capacità di saper sfruttare l'occasione giusta per staccare il proprio avversario. si va alla partenza tutti in gruppo.E' l'ultima occasione per tentare di sovvertire i risultati dei giorni precedenti. Viste le fatiche del giorno prima, la gara viene spostata al pomeriggio. Dopo l'attraversamento dell'abitati di Agadir, ci si da battaglia in una bella strada periferica dove abbiamo il piacere di trovare molti spettatori locali che si entusiasmano subito per l'inaspettata novità. La gara è combattutissima e porta al traguardo la coppia Marco Canotti (che vince la volata) e Manuel De Angeli (che stacca Emmanuel di un minuto e vince così la classifica generale e quella di categoria); La stessa cosa riesce anche nella classifica generale femminile: Sylvia Knoepfel arriva 15° assoluta e guadagna un minuto e trenta sulla rivale sopravanzandola dopo una settimana di gara. Mentre Fabio Balducci non riesce a staccare Paolo Maerlo e dovrà accontentarsi del secondo posto di categoria. L'impresa riesce invece a Gino Nanni che conquista le ruote del terzo gruppo e distacca Carlo Valentini di quel tanto sufficiente a superarlo in classifica. Io e Mario Lampugnani arriviamo assieme del gruppetto dei "senza-chip", dopo 50 minuti ma … siamo contenti ugualmente! In serata ancora una riunione importante che decide le modalità di azione nella "Granfondo del Marocco". |
Giovedì 22: la "Granfondo del Marocco"- La tappa non è cronometrata perché l'obbiettivo è quello di portare al traguardo di Agadir il maggior numero possibile di granfondisti che partiranno da Tafraoute (162 chilometri e 1.300 metri di dislivello complessivo) e di mediofondisti che partiranno dal passo di Tizi Mlil (144 chilometri con 600 metri di dislivello). Gino è il nostro esperto di caricamento bici!Sono undici i granfondisti che si svegliano alle cinque del mattino; caricano nel camion le loro bici ed anche tutte quelle dei mediofondisti (… capito quale è il clima nel nostro gruppo!!!) e partono in minibus per Tafraoute. Un paio di ore più tardi anche i mediofondisti si trasferiscono nella loro località di partenza. Il trasferimento è, di fatto, una piacevolissima gita in uno degli itinerari turistici più belli ed interessanti dell'intero Marocco! Si entra profondamente nelle montagne dell'Anti-Atlante con i suoi villaggi berberi arroccati nelle falesie di granito rosa in uno scenario veramente straordinario per bellezza e maestosità; il tutto condito dallo spettacolo offerto dalle capre che salgono sugli alberi alla ricerca delle foglie più tenere! I granfondisti iniziano a pedalare da Tafraoute e scalano in circa 10 km di salita il passo di Tizi Mlil (1.660 m. di altezza); appena il tempo di fare una foto ricordo ed ecco arrivare il bus dei mediofondisti. Agadir è distante 144 chilometri!Tutti assieme partiamo alla volta di Agadir facendo a ritroso una strada che tutti hanno già visto in andata. Si vorrebbe pedalare in gruppo ma la cosa si rivela immediatamente impossibile date le diversissime capacità ciclistiche; è quindi si formano per selezione naturale piccoli gruppetti che scelgono una propria velocità di crociera. L'onnipresente Claudio aiuta con l'auto coloro che non avrebbero le capacità di arrivare fino in fondo (in questo ci distinguiamo io, Mario, Giorgio e qualche altro! L'ultimo tratto di pianura è una lunga cavalcata entusiastica e l'arrivo in hotel è una grande gioia, e la foto ricordo fissa quella sensazione che traspare bene dai visi di tutti. Ma la giornata non è ancora finita. Appena prima di cena una breve cerimonia di premiazione riunisce tutti i partecipanti e poi a nanna presto perché il giorno dopo si torna in Italia. |
Venerdì 23: le partenze- gia nelle prime ore del mattino ci sono le prima partenze per Milano, Bergamo e Roma; io sono partito a mezza mattina via Casablanca ed i veronesi partiranno in serata. Ancora una volta è stata una bellissima vacanza! le capre sugli alberi: in Marocco succede!
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