La “Bici-Vacanza in Messico 2007”: un’esperienza da pianto!!

Da molti anni organizzo manifestazioni ciclistiche ma non mi era mai capitato di vedere persone piangere al termine di una settimana di vacanze!
    E’ successo ad Akumal, in Messico!
    Un primo gruppo di partecipanti prendeva il pullman per l’aeroporto di Cancun per volare su Milano mentre altri restavano in hotel ancora per qualche ora prima di poter prendere il loro volo per Roma e Bologna.
    Tra saluti ed abbracci, alcune partecipanti non hanno trattenuto il pianto!
    Segno questo di un “gruppo” che aveva veramente trovato il piacere di stare assieme condividendo una esperienza che è stata, al tempo stesso, una splendida vacanza sportiva e culturale vissuta intensamente sulla spiaggia caraibica dell’hotel e nelle vestigia della terra dei Maya.
    Erano 42 i fortunati partiti dall’Italia per gustarsi una settimana di sole caldo con uscite giornaliere in bici e, visto che i ciclisti erano “solo” 22 e che le strade erano assolutamente piatte senza neanche un cavalcavia, anche io ho potuto mostrare le mie (oramai scarse) doti ciclistiche!
    L’andatura è stata sempre tranquilla e non vi è stata mai o quasi mai bagarre per cui quasi non si notava che in gruppo coesistevano un campione come Daniele Pontoni (già campione del mondo e più volte campione italiano di ciclocross) e Mario Lampugnani (… gli anni passano ma Mario continua a sentirsi un giovanotto seppure gli capita sempre più di frequente di essere “il meno giovane” della combriccola!).
    In hotel poi il tempo scorreva piacevolmente di giorno e di notte perchè tutti potevano apprezzavano la bellezza della spiaggia, l’abbondanza e l’ottima qualità del cibo (… e non è solo un modo di dire!!), la piacevole animazione tutta italiana di VeraTour, gli spettacoli dell’Oasis Resort ed un vero “all inclusive”!
    Questa che segue non è quindi una cronaca sportiva della settimana ma solo l’occasione di mostrare le foto di un momento piacevole della nostra vita.

Martedì 16/01/07: Milano/Bologna/Roma

I voli intercontinentali charter diretto portano dall’Italia a Cancun; in tarda serata arrivano ciclisti e biciclette, poi un trasferimento in bus di un centinaio di chilometri e si arriva in hotel ad Akumal.


        in hotel è un bel risveglio!

Mercoledì 17: – I° tappa: “Playa del Carmen”

La differenza di fuso orario fa si che tutti si sveglino prima dell’alba e quindi di prima mattina siamo tutti in spiaggia. Si prende contatto con il villaggio turistico, si preparano le bici e ci si saluta in un breve briefing poi, di pomeriggio, si fa una prima uscita pedalando in direzione nord fino a Playa del Carmen: 37 km di strada in cemento senza nessun bivio e nessun incrocio. Il traffico c’è ma una ampia corsia di emergenza ed il minibus dell’organizzazione che segue immediatamente i ciclisti rendono il pedalare assolutamente sicuro. Qualcuno resta attardato e preferisce salire nel “carro scopa”. Sulla strada del ritorno la velocità sale ed il gruppo presto esplode: quando gli ultimi arrivano in hotel i primi hanno già da tempo fatto la doccia!
    Ci si ritrova prima di cena per decidere il percorso del giorno dopo.
prima foto “classica” del gruppo

… ed in effetti la velocità non sarà mai eccessiva!

Giovedì 18: II° tappa: “Coba/Punta Laguna”

Si parte in bici di mattina presto con le tasche piene di specialità razziate a colazione. E’ lunga la strada per Coba (una delle maggiori attrattive archeologiche della zona che ospita il tempio Maya più alto dell’intero Yucatan) ed alcuni ciclisti preferiscono risparmiarsi i 60 km dell’andata per farseli solo al ritorno. La strada è quasi interamente asfaltata di fresco e penetra profondamente nella jungla; ai lati solo alberi e rarissime abitazioni che lasciano intravedere una vita povera. Giunti all’ingresso del sito archeologico alcuni ciclisti preferiscono tornare direttamente in hotel mentre altri indossano le scarpe da tennis e partono alla conquista della cima della piramide.
    La lunga camminata nella giungla e la scalata della piramide si fanno sentire e nella strada del ritorno alcuni paiono in crisi anche per via di un venticello che si diverte ad essere sempre contrario al senso di marcia dei ciclisti.
   

primi incontri lungo la strada per Coba.

si pedala proprio nella jungla!

a Coba c’è la piramide più alta dello Jucatan

Venerdì 18: III° tappa: “Tulum”

La fatica della giornata precedente spinge tutti a più miti consigli e quindi “l’assemblea” serale ha deciso di fare una tappa soft pedalando solo fino a Tulum (20 km a sud di Akumal) per andare a visitare il sito archeologico più visitato dai turisti. Ne vale veramente la pena: una zona archeologica praticamente intatta (Tulum era una delle città Maya più importanti) che gode anche del privilegio di una splendida posizione su un piccolo promontorio che si affaccia direttamente sul mar dei Caraibi e su una favolosa spiaggia. Naturalmente il gruppo di persone che si aggira tra le rovine in perfetto abbigliamento ciclistico è già di per se una curiosità che tantissimi turisti “normali” fotografano; a questo si aggiunge una guida locale che è proprio il prototipo del messicano senza alcuna voglia di lavorare! Si ritorna in hotel pedalando “a tutta” e ci si tuffa in abbondanti libagioni. Nel pomeriggio tutti al mare dove i “nostri eroi” si distinguono perché a loro non sfugge niente delle bellezze presenti sulle sdraio e tra le onde!
     
      Samira è sempre ben presente nel gruppo!             Bici, mare ed archeologia a Tulum.

Sabato 20: IV° tappa: “Isola di Cozumel”

I ciclisti di buon mattino vanno verso nord ma la giornata pare iniziare male per gli accompagnatori: il loro pullman non arriva ed il tempo stringe. Si prende al volo un taxi “collettivo” e si riesce ad arrivare tutti in tempo al traghetto. Un’ora di traversata porta nella grande piattaforma posta nel mare dei Caraibi, larga una quindicina di chilometri e lunga meno di 50 km. Si inizia quindi il periplo dell’isola famosa per le sue spiagge, ma l’andatura del gruppo appare essere troppo turistica per riuscire a percorrere tutto il giro in tempo utile per riprendere il traghetto ed allora alcuni partono a velocità doppia. Per fortuna la prima spiaggia che si incontra mostra tutta la sua bellezza oceanica e sono in molti quelli che decidono di fermarsi per un bagno, mangiare e poi tornare indietro. Solo uno sparuto gruppetto si concede tutti i 25 chilometri di costa (una paio di accaldati ciclisti trovano anche il tempo e la voglia di fare un tuffo) per poi piombare a tutta velocità nelle stradine di San Miguel alla ricerca del porto e del battello del ritorno. Tornati sulla terra ferma si ricomincia a pedalare ma la notte incombe ed allora tutti sul pullman degli accompagnatori (che questa volta si è fatto trovare puntuale all’appuntamento del ritorno) e nel carro scopa.
ci si imbarca in un traghetto “messicano”; ogni momento è buono per abbronzarsi, da soli …! o in compagnia!
   
Ci si ristora e si fanno riprese in riva al mare caraibico; poi si continua a pedalare in uno scenario favoloso!
ancora in riva ad un mare invitante.

Domenica 21: V° tappa: “Citzen Itza”

Il programma prevedeva una visita alla grande capitale del turismo messicano ma nessuno è realmente interessato ad andarci ed allora si sceglie di andare a visitare il sito più grande e famoso dello Jucatan che si trova ad oltre 150 km da Akumal; sono troppi per farli in bici e quindi si va in pullman a visitare il sito. La cosa risulta essere veramente piacevole e la guida questa volta appare più sveglia. Al ritorno, sono solo sei i ciclisti che decidono di prendere la bici, ma la distanza ed il vento contrario si fanno sentire … ed il carro scopa è così invitante!!! Alla fine tutti preferiscono il comodo sedile del minibus.
E’ stata comunque una bella giornata: lo confermano
       
un messicano di Roma           le più giovani,             i turisti ed anche la guida.

Lunedì 22: VI° tappa: “Granfondo dei Caraibi -Punta Allen”

La strada sterrata all’interno della riserva naturale tropicale di Sian Ka’an è in pessimo stato a causa delle piogge che quest’anno sono state particolarmente abbondanti ed un sopralluogo effettuato sul posto rende sconsigliabile tentare di effettuare il percorso previsto originariamente (35 su asfalto e 40 su sterrato da fare in andata e ritorno). E’ un vero peccato perché il posto era veramente bellissimo, ma il buonsenso prevale e si decide di limitare l’impegno ciclistico solo alla strada asfaltata. La conquista di Punta Allen è fatta in solitaria solo da un coraggioso (tornerà in hotel alle 4 del pomeriggio) ma si scopre che già un altro ciclista era riuscito nell’impresa il giorno prima avendo rinunciato alla visita a Citzen Itza. Tutti i “normali” si accontentano di alcune belle fotografie di gruppo in riva al mare e di una piacevole uscita di gruppo sia in andata che in ritorno.
    La giornata si caratterizza anche per la “pesca miracolosa” fatta da Luciano appena oltre la barriera corallina: un enorme barracuda di svariati chili di peso che ci viene cucinato dallo chef del villaggio e che tutti gradiscono a cena!
L’ultima giornata in bici merita la foto ricordo!
     
ancora una foto vicino al mare dei carabi.

Martedì 23: VII° tappa: “uscita libera”

Nessuno esce in bici anche perché nell’ultima giornata il Messico ci mostra anche cosa significa “pioggia tropicale torrenziale”! Ci gustiamo tutti la vita di hotel, si fa conversazione e si programmano altre possibili vacanze in bici, naturalmente tutti assieme! Poi iniziano i trasferimenti in aeroporto ed i saluti. Durante la notte si attraversa l’Oceano Atlantico volando verso l’inverno italiano
le bici sono nelle scatole
il campione del mondo firma gli ultimi autografi!!

Mercoledì 24: arrivo a Milano/Bologna/Roma

Tutto OK, a parte una bici che invece di andare a Roma è finita a Bologna, ma viene recuperata e rispedita al legittimo proprietario.