Diario di bordo - ( Jerba 2002 )

11.02.02 - Primo giorno del tour africano.

Alle ore 9.00 l’eterogeneo gruppo ciclistico, formato da sportivi di diverse regioni d’Italia, ha appuntamento davanti all’Hotel Melia Djerba Menzel, si dovrebbe partire subito, ma all’appello manca qualcuno.

Come inizio non c’è male!

I puntuali protestano per il ritardo dei colleghi, Francesco Monacelli dice che sicuramente non si tratta di cacciatori "se non arrivano puntuali ad un appuntamento delle 9 figuriamoci alle 4 del mattino. Pivellini."

Aspettiamo con ansia.

Luciano Battistelli non arriva, ma è giustificato, perché ha un piccolo dolorino muscolare che gli impedisce di pedalare.

Finalmente alle 9.20 arrivano i veri mascalzoni: Loriano Mugnaini e Paolo Monterubbianesi, il primo inventa scuse legate alla bicicletta, il secondo ha ancora il segno del cuscino in volto ed è spettinato come un galletto e per un parrucchiere ……...

Dopo la rituale lavata di capo ai 2 ritardatari del presidente Tonino Scarpitti, si parte.

Il gruppo è seguito dall’auto dell’efficiente staff organizzativo: Cristina Concas e Andreina Manca, accompagnate da Monica Licita, Vittoria Gurzillo e da Sandra Setzu, autrice di questo diario di bordo.

La prima giornata di allenamento prevede il periplo dell’isola; dopo circa un’ora cominciano i primi segni di cedimento, Tonino con la scusa di darci delle informazioni si fa trainare per 5 minuti, poi riusciamo a sganciarlo.

Verso le 10.20 ci fermiamo per fare delle fotografie e perdiamo il gruppo che va decisamente troppo veloce per noi!

Chiediamo informazioni ai calienti locali rischiando di essere rapite o date in cambio di qualche cammello ma solo dopo 15 minuti di affannosa ricerca avvistiamo due frecce che ci indicano il percorso seguito dai ciclisti.

Evviva!

Alle 10.40 intercettiamo Tonino e Maurizio Bocchini soli soletti, i veri ciclisti sono lontani!

In loro soccorso giungono come due angeli custodi, Paolo Vichi e Mario Verrini, i quali agganciano i dispersi e via verso Ajim.

Alle 11.30 il nostro super Tonino, sempre lui, con la scusa del vento contro e dei peli lunghi sulle gambe che fanno attrito, si attacca alla macchina e si fa trascinare, poi, vista la guida spregiudicata di Andreina, per non rischiare di essere arrotato, sale in macchina, ufficialmente per un problema meccanico, ma lo staff è scettico.

Finalmente, quando i morsi della fame cominciano a farsi sentire, il gruppo arriva in albergo con in testa Paolo Bellini e in coda Maurizio (se si esclude Tonino che collaudava la capienza del cofano).

 

12.02.02 - Seconda giornata.

Alle 9.00 i primi ciclisti che si presentano all’appuntamento sono: Maria Grazia Rancan, Paolo Monterubbianesi e Loriano Mugnaini, questi ultimi sicuramente per farsi perdonare il ritardo della prima giornata.

Il gruppo è in forma smagliante e, partendo spedito, fa perdere subito le sue tracce e fa impazzire lo staff al femminile che inizia subito le infruttuose ricerche.

Zigzaghiamo per tutta la parte orientale dell’isola di Jerba chiedendo informazioni ai locali, che, o perché non ci capiscono o perché hanno uno spiccato senso dell’umorismo, ci danno informazioni discordanti.

C’è chi ci dice di aver visto i ciclisti andare a destra, chi a sinistra, chi sopra, chi sotto; più chiediamo più ci confondiamo.

Ci dirigiamo verso El Kantara alla ricerca di informatori più attendibili.

Alla dogana pensiamo di averne trovato uno nel poliziotto che dice di averli visti attraversare il ponte romano e noi, certe della serietà della fonte ci dirigiamo verso il continente africano.

Dopo varie ricerche capiamo che i ciclisti non sono ancora arrivati e che il poliziotto è pazzo, o è ubriaco, o soffre di allucinazioni, oppure … tutte tre le cose assieme.

Decidiamo di aspettare accanto ad un distributore di benzina, al termine del ponte romano, passaggio obbligato per i ciclisti, nel frattempo cerchiamo di fermare le auto che arrivano da Jerba per chiedere se li hanno visto al di là del ponte, ma il nostro fascino evidentemente non funziona perchè i camionisti non si fermano neanche.

Alla fine Andreina presa dalla disperazione e dai sensi di colpa (è lei l’autista del mezzo) quasi si butta sotto un auto per bloccarla e chiedere informazioni, ma è inutile, dei ciclisti nessuna traccia.

Alle 10.30 decidiamo di riattraversare il ponte in direzione di Jerba, giunti nell’isola non trovando i ciclisti decidiamo di ritornare nel continente poi di dirigerci verso Jerba e … avremmo continuato così all’infinito se verso le 11 non avessimo incontrato il gruppo.

Dall’emozione Andreina inchioda l’auto e rischia di farci spiaccicare da un camion.

Il Presidente è alquanto seccato e stravolto e non si lascia intenerire dalla nostra gioia.

Per farci perdonare lo trasciniamo un pò, agli altri distribuiamo acqua, cioccolatini e sorrisi.

Il gruppo, finalmente ricomposto, inizia il percorso di ritorno, in testa Paolo Vichi e Mario Guerrini, in coda il solito Maurizio Bocchini e Fabrizio Flori (per intenderci quello che sembra l’unico sardo del gruppo).

Ci si ferma a metà della diga per una foto di gruppo, dalla quale l’inflessibile Tonino esclude le accompagnatrici perché ritenute indegne di essere immortalate, poi sale in macchina, ufficialmente sempre per un problema meccanico, ed indaga sui motivi della nostra scomparsa (il perché è semplice, all’uscita dall’albergo, anziché a destra abbiamo girato a sinistra); dice di essere stanco, ma non la smette di rimproverarci e stanca noi e le nostre orecchie.

La liberazione dal brontolone arriva alle 13 quando finalmente arriviamo in albergo, i ciclisti in testa al gruppo sono Francesco Monacelli e Loriano Mugnaini (così dice lui, ma non è certo), ultimo arrivato Maurizio Bocchini (ma perché era in defatigamento, dice….).

13.02.02 – Terza giornata

La cronista si è preso un giorno di "vacanza" andandosene a fare un tour nel deserto organizzato dall’albergo lasciando i ciclisti senza il sostegno della sua prosa.

Alcuni ciclisti, toccati a fondo dall’abbandono, hanno minacciato il suicidio!!!

14.02.02 – Quarta giornata

Alle 9, dopo un rapido scambio di auguri di San Valentino e dopo aver ricevuto i fiori dal galante Maurizio (che voglia corromperci?), si parte in direzione Ajim dove ci attende il battello per il continente africano.

Il gruppo parte compatto, in coda Tonino, Paolo Vichi e Mario, schiacciato dal peso della colpa per aver sbagliato strada ieri?

Il paesaggio è molto bello, palme e tipiche case bianche, a Midoun attraversiamo un mercatino con carote, finocchi e zucche enormi, ma Virgilio Ballardini che oggi è in macchina con lo staff, dice che sono tutta acqua e … sembra sicuro di quello che dice!

I numerosi bambini che incontriamo lungo la strada salutano con gioia i ciclisti che contraccambiano, Paolo Bellini ad uno dà anche il "5" staccandogli quasi un braccio.

Alle 9.25 il quasi sardo Fabrizio Flori(s) buca, gli altri vanno in suo soccorso e gli suggeriscono di non cambiare la camera d’aria … ma l’intera bici che è, secondo loro, un catorcio quasi da museo.

Dopo un po’ il gruppo riparte alla spicciolata; in coda stranamente ci sono Paolo Bellini, Francesco Ciomei e Paolo Monterubbianesi, lo staff chiede il motivo della velocità moderata la risposta è "non vogliamo distanziare troppo gli altri!"

Li tranquillizziamo dicendo che non sono i primi ma gli ultimi, non sembrano molto convinti e continuano a pedalare a velocità da crociera, solo quando incontrano Maria Grazia, che li aspettava ad un bivio, riprendono la solita andatura scusandosi con lo staff per aver dubitato di quanto detto.

Dopo qualche minuto però vengono raggiunti da Paolo Vichi, Mario, Tonino e Fabrizio, che effettivamente erano indietro perché "il catorcio" di Fabrizio aveva non una ma tutte e due le ruote bucate!!!

Evidentemente anche lo staff non è infallibile!

Alle 10.20 prendiamo il battello, facciamo delle foto ricordo e ci becchiamo un po’ di vento marino.

Giunti sul continente si pedala tutti verso Medenine, molto staccati dal gruppo Loriano e Giancarlo.

L’appuntamento per il ritorno è alle 11.45 per l’imbarco; le istruzioni date da Tonino sono che la macchina dello staff deve seguire il gruppo ed attendere che tutti tornino indietro verso il battello.

Il primo che inverte la marcia è Alessandro seguito da Tonino, gli ultimi, con forte ritardo rispetto alla tabella di marcia sono: Maurizio, che sta male e arranca, Paolo Bellini e Francesco Ciomei, che per non lasciarlo solo rallentano.

Comunque per colpa loro il gruppo si divide, una parte (i puntuali) prende il battello all’orario previsto, l’altra (i ritardatari) deve aspettarne un altro.

Tonino teme che si faccia tardi per il pranzo; è alquanto infastidito (… ma la cosa, oramai, rientra nella norma!) e pedala sul distrutto andante fino a quando, strano ma vero, si fa trascinare un po’ dalla macchina.

Gli altri chiedono rifornimenti alimentari: la fame si fa sentire!

Finalmente arriviamo in albergo giusto in tempo per il pranzo, in testa Loriano e Giancarlo, in coda Maurizio il quale starà facendo certamente defatigamento.

Ci ha regalato i fiori si o no?

15.02.02 – Quinta giornata

Alzataccia! L’appuntamento è alle 6.30 anche se per colpa di Giancarlo si parte alle 6.40.

Dopo aver caricato le bici sul camion i ciclisti prendono posto sul pullman e si apprestano a sonnecchiare.

Tonino con la scusa che deve fare le fotografie (guarda caso nella tappa più faticosa) abbandona i compari e viaggia sulle più comode 4 ruote dell’auto dello staff, al quale dà il buongiorno con una serie infinita di ordini: "dovete chiedere la professione dei ciclisti, dovete spremervi le meningi e trovare un simpatico nomignolo a tutti, dovete fare questo e quest’altro"… poi, per fortuna, il fiume in piena viene interrotto da un bellissimo paesaggio che decide di immortalare.

Grazie paesaggio, ti dobbiamo un favore!

Dopo aver attraversato Medenine, verso le 8.30, in una zona montagnosa e ventosa, i ciclisti scendono dal pullman, prendono le bici e iniziano il faticoso allenamento.

In testa Paolo Bellini in coda Loriano.

Alle 9.30 arriviamo a Ksar Hadada, villaggio nel quale George Lucas ha girato Guerre Stellari, dopo una breve sosta il gruppo riparte, in testa Francesco il romano e Mario, al bivio per Chenini il corteo è chiuso da Maria Grazia, Loriano e Giancarlo (ma sembra che i ciclisti, tutti galantuomini, abbiano rallentato per aspettare l’unica donna del gruppo), segue Maurizio a bordo del camion (ma, per la cronaca, ha la febbre), quando alle 11 il camion arriva al villaggio ha un altro ospite Loriano che si è arreso a meno di 1 Km dal traguardo.

Che figura!

Si decide di fare una breve visita alle case troglodite, Fabrizio, forse pensando di essere ad un pellegrinaggio, si toglie le scarpe e zampetta a piedi nudi tra i ciottoli (cosa avrà da farsi perdonare?).

Francesco il romano pensando di essere ad una gara di trekking si stacca dal gruppo e si arrampica per il villaggio come una capra iperattiva, mentre Loriano con colorite espressioni toscane maledice il momento in cui è salito sul camion perdendo la faccia per soli 700 metri.

Alle 11.35 i ciclisti salgono sul pullman, si riprende la via del ritorno in direzione Tataouine per poi giungere a Jerba tramite il ponte romano.

Dopo il suo attraversamento vediamo la discarica dell’isola, e notiamo alcune persone che rovistano tra i rifiuti alla ricerca di chissà quale tesoro.

La scena ci intristisce … ma non ci toglie l’appetito e giunti in albergo mangiamo ugualmente a 4 ganasce.

16.02.02 – Sesta giornata

Il gruppo si è diviso tra "esploratori del deserto" e tranquilli pedalatori di Jerba.

E la cronista ha lasciato tutti in libertà preferendo riposare in hotel (… dopotutto era venuta per quello!)

Impressioni sulla vacanza raccolte al volo tra i ciclisti ed alcuni accompagnatori.

  • Giancarlo Brocci: Vacanza molto bella, ginocchio a parte, gruppo in gamba senza rompicoglioni.
  • Monica Licita: Vacanza eccezionale. Bellissimi posti.
  • Francesco Monacelli: Tutto bene, tranne l’ultimo giorno in cui Paolo Vichi mi ha staccato.
  • Vittoria Gurzillo: Bella vacanza, ma c’è un po’ di malinconia, pensiamo di vivere in un villaggio globale, ma non è vero, le disparità esistono e sono abissali.
  • Paolo Vichi: Tutto bene tranne che Francesco mi ha battuto in volata.
  • Elena Marchetti: Tutto benissimo. Gente stupenda!
  • Mario Guerrini: E’ finita troppo alla svelta!
  • Gianfranco Ghepardi: Siamo stati molto contenti, ci siamo divertiti, sia in bici che senza. Il gruppo era molto affiatato, non c’è stato agonismo.
  • Manuela Della Maggiora: Bellissima vacanza è durata troppo poco!
  • Fabrizio Flori(s): Vacanza piacevole ma faticosa. Donne poche e pure scassate!!
  • Paolo Fantoni: Tutto bene (commenti da caserma censurati)
  • Virgilio Ballardini: Bella vacanza, un po’ cortina.. Compagnia squisita. Complimenti all’organizzatore! Arrivederci al prossimo anno!
  • Chiara Zanichelli: La vacanza mi è piaciuta molto. Mi sono divertita. Il gruppo era ben integrato.
  • Italo Gasparoli: Tutto bene, compagnia ottima, il prossimo anno una settimana in più!
  • Loriano Mugnaini: E’ andato tutto bene, mi sono divertito.
  • Luciano Battistelli: Tutto positivo. Mi sono rimaste impresse le strade, il vento, la sabbia..Peccato ci fosse mia moglie!
  • Derna Scarponi: Settimana piacevole, abbiamo visto la vita tunisina!
  • Alessandro Paccioco: Non conoscevo nessuno, ma è stata una grande famiglia. Mi sono divertito. Grazie all’organizzatore!
  • Carlo Valentini: E’ andata bene. Ottimo albergo, servizio e organizzazione. Siete stati abbastanza bravi!
  • Carla Camurri: Bene in tutti i sensi. Bellissimo il deserto! Ho visto i bambini che andavano a scuola, molto intelligenti e dignitosi.
  • Maurizio Bocchini: Trasgressiva e costruttiva.
  • Daniele Boldretti: Tutto buono, albergo ottimo, buona compagnia e buona organizzazione. Qualche pomeriggio si poteva organizzare qualcosa.
  • Francesco Ciompi: Questa vacanza è come la panda. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
  • Paolo Monterubbianesi: Tutto stupendo! Ragazze Sarde n° 1, belle e brave. I toscani sono sempre i più forti in bici e fuori!
  • Paolo Bellini: Buona vacanza! Faticosa e divertente.
  • Maria Grazia Rancan: Esperienza molto positiva da ripetere sicuramente se si verificherà tale opportunità.
  • Tonino Scarpitti: Se alla fine della settimana tutti i volti dei partecipanti sono sorridenti e sono cotti dal sole è segno che è andato tutto a meraviglia!