Diario di Jerba 2005


La "Ciclosportiva di Jerba" apre un nuovo modo di fare le settimane sportive in bici!!!
Dal 14 al 21 febbraio 2005, a Jerba in Tunisia, è nato un nuovo modo di fare la vacanza sportiva in bicicletta: non più solo semplici pedalate di allenamento al caldo, non più solo piacevoli uscite cicloturistiche ma una combinazione delle due cose con l'aggiunta della classifica a somma di tempi che stimola quella carica agonistica insita in ogni ciclista, anche in quello che, a prima vista, sembra il più tranquillo.
La Mare & Monti, forte delle esperienze maturate nel "Giro di Sardegna", ha dato vita ad una settimana che segna la svolta e che, molto probabilmente, è il futuro delle manifestazioni ciclistiche invernali all'estero.
A Jerba ogni giorno si proponeva un percorso di 80/100 km. all'interno dei quali vi era un tratto cronometrato sempre diverso e capace di accontentare tutti i gusti; si gareggiava quindi in linea per 40 chilometri pianeggianti, ma vi era anche una cronoscalata, una cronometro individuale e la Maratona finale.
La somma dei tempi realizzati nelle varie tappe, rilevati dalla Winning Time, andava a formare una classifica generale assoluta e le classifiche di categoria.
La formula ha entusiasmato TUTTI i ciclisti partecipanti!
Vi è stata la lotta per le posizioni di vertice ed in alcune categorie si sono avute situazioni molto stimolanti; è il caso della categoria E) dove tre concorrenti, divisi da pochissimi secondi, hanno dovuto attendere la Maratona del Sahara per decidere sulla supremazia dell'uno sull'altro.
L'intera settimana si è svolta con un sole bellissimo, ma la temperatura, anche nel deserto, restava al di sotto della norma per una corrente fredda proveniente direttamente dalle innevate regioni italiane.
L'hotel si è rivelato all'altezza della situazione con una cucina che ha ampiamente soddisfatto tutti; il Tour Operator "Sprintour" ha dato un supporto importante alla buona riuscita della manifestazione: nessun problema per voli aerei e trasporto bici e piena disponibilità dentro e fuori l'hotel con uno staff di animazione che si è attivato per rendere piacevole il soggiorno.
E' stata molto gradita la formula "All Inclusive" seppure nessuno ha approfittato in maniera smodata della possibilità di bere gratis ed a volontà; nei tavoli la bevanda più gettonata era comunque l'acqua ed al bar era molto richiesto il caffè ed un amaro tunisino leggermente alcolico estratto dalla fermentazione dei datteri.
Molti degli accompagnatori hanno voluto vivere le stesse esperienze dei ciclisti ed a bordo del pullman scopa ogni giorno facevano l'intero percorso di gara.
Una nota particolare per la piccola Samira la cui presenza ha ravvivato ogni momento della vacanza; la bambina è diventata la mascotte della manifestazione e la beniamina di tutte le signore del gruppo lasciando quindi piena libertà a Tonino e Cristina di esprimere la loro (… scarsa!) capacità ciclistica.
Alla settimana tunisina hanno partecipato 40 ciclisti; le donne in bici erano 10; gli accompagnatori 25.
Non ci si poteva attendere una partecipazione più ampia dato che la settimana è stata decisa all'improvviso in sostituzione delle previste settimane in Egitto.
Molti dei partecipanti erano aficionados delle vacanze sportive della Mare & Monti ma vi erano anche volti nuovi giovani e meno giovani; tutti, a fine vacanza, hanno dichiarato di voler ripetere l'esperienza fatta. Una curiosità: nelle due edizioni precedentemente disputate a Jerba vi erano state numerose forature sugli asfalti ruvidi di molte delle strade percorse; nessuna ne è stata segnalata nel 2005.

Lunedì 14 febbraio - gli arrivi -

I partecipanti sono partiti da Milano, Bergamo e Roma senza nessun inghippo e nel pomeriggio erano tutti in hotel.
Le bici vengono messe in un ampio locale custodito e tolte subito dai loro imballaggi: tutto perfetto e Gino Nanni assume la veste di "custode" del locale.
La sera, appena dopo cena, breve riunione informativa e quindi tutti nel disco club a fare la conoscenza dello staff di animazione del villaggio.
La riunione informativa e la serata di intrattenimento saranno poi una costante del dopo cena; nel disco club si metteranno in mostra insospettate abilità ballerine e canore di molti dei partecipanti.

Martedì 15 febbraio - l'Isola di Jerba - (km 50/100)

La prima uscita in bici è solo una presa di contatto con l'isola e serve a cementare il gruppo che comincia ad evidenziare le qualità dei partecipanti.
E' subito chiaro che il livello dei ciclisti è alto e solo tre o quattro persone hanno difficoltà a mantenere il ritmo tranquillo dei più forti.
Dopo la foto di rito davanti all'hotel si parte seguendo l'auto apripista; in coda un autobus scopa nel quale salgono una decina di accompagnatori.
Si taglia l'isola a metà attraversando Midoun ed El May per poi andare in direzione di Houmt Souk (la capitale di Jerba); breve attesa per attendere i ritardatari e si prosegue velocemente (il vento è a favore) lungo la costa fino a ripassare davanti all'hotel (circa 50 km. fatti).
Una metà dei partecipanti si ferma mentre gli altri fanno un secondo giro più tirato.
Nel pomeriggio viene effettuata una gita turistica per far conoscere le attrazioni turistiche del resto dell'isola.

Mercoledì 16 - la Diga Romana e l'Africa - (km. 100)

Nessuno lo dice apertamente, ma l'attesa di misurarsi nella prima tappa "agonistica" interamente pianeggiante è palpabile.
Circolano i nomi dei possibili favoriti ma Tonino è stato chiaro: per evitare problemi nelle probabili volate di gruppo, non ci sarà un ordine di arrivo di merito; il tempo nei gruppi verrà preso sul primo di ciascun gruppo e gli altri saranno messi a pari merito con lo stesso tempo; è quindi evidente che molti sperano di trovare il treno giusto per guadagnare il più possibile sugli avversari.
La giornata inizia con una tranquilla pedalata di avvicinamento lungo la costa fino ad arrivare alla diga romana che unisce l'isola al continente africano.
E' decisamente particolare andare in bici pedalando per sette chilometri vicini alla grandi condotte che portano l'acqua dolce a Jerba avendo il mare ai due lati della strada!
Alla fine della diga, i ciclisti hanno fatto trenta chilometri e, dopo una veloce "spunta" sui tappetini della Winning Time, si lanciano nella parte agonistica di 40 chilometri in una strada larga, con un asfalto perfetto, senza incroci e senza traffico.
Parte immediatamente la prima fuga che viene rintuzzata dal gruppo "quasi" compatto (i più lenti non hanno neanche provato a tenere le ruote e se ne vanno con il loro passo), ma la calma dura poco perchè attacchi ed accelerazioni sono continui.
A circa metà strada si forma un gruppetto di una decina di unità dal quale in seguito alcuni evadono.
Il vantaggio dei fuggitivi tende ad aumentare quando gli inseguitori capiscono che ogni loro sforzo di ricucire lo strappo è inutile e che non sono in grado di recuperare.
Al traguardo il distacco dei primi è di qualche minuto; seguono altri gruppetti ancora più distanziati.
Si aspettano i ritardatari e si torna indietro tutti assieme.
E' stata una vera gara, tirata e bellissima, e lo si legge nei visi raggianti di tutti e nelle recriminazioni di alcuni per aver perso la ruota giusta al momento decisivo o per non aver osato quando avrebbero dovuto.
Nel pomeriggio si tiene la prima conferenza-dibattito di Fulvio Pugliese.

Giovedì 17 febbraio - le Montagne Berbere - (km. 100)

Si caricano le bici su un camion (naturalmente se ne occupa Gino personalmente con l'aiuto di Tonino!) e si parte in pullman per un veloce trasferimento fino ai piedi delle montagne berbere per una tappa di media difficoltà.
Naturalmente gli accompagnatori … accompagnano!
Appena dopo Medenine si scende dal pullman e, data la mancanza di idonei ripari (le zone desertiche in questo non aiutano molto!) ci si apparta "gli uomini a destra e le donne a sinistra".
Il sistema funziona e diventerà il ritornello di ogni uscita.
Nuova foto di gruppo e poi tutti verso la la strada che si staglia chiarissima lungo il costone della montagna.
Dopo 10 chilometri di riscaldamento si passa sul tappetino per il via ufficiale di una cronoscalata di 5 chilometri da fare in una salita difficile con molti tratti superiori al 10%.
Stefano Nicoletti sale alla grande (alla fine avrà fatto una media di elevata) ed infligge un bel distacco al secondo mettendo così una seria ipoteca per la vittoria finale.
In cima alla salita ci si riunisce per continuare assieme sull'altipiano costellato da piccoli villaggi e dalle povere abitazioni dei berberi; ma il percorso (aspro e bellissimo!) non è fatto per stare in gruppo dati i continui saliscendi, si prosegue quindi a gruppetti ognuno con il proprio passo fino a raggiungere il ristoro.

Il luogo è diventato famoso per la presenza dei Menzel (una particolare costruzione-alveare una volta destinata ad hotel) che sono stati palcoscenico di ripresa per il famoso film "Guerre Stellari".
Si riempiono le borracce, ci si ristora, si aspettano i ritardatari poi si prosegue.
Alcuni impazienti partono prima dell'auto apripista e, naturalmente, al primo bivio prendono una strada diversa da quella del resto del gruppo la qual cosa crea qualche preoccupazione all'organizzatore ma poi tutti si ritrovano nel villaggio di Chenini al termine di una tappa di 100 chilometri con un migliaio di metri di dislivello totale.
Il villaggio è uno scenario perfetto per concludere una tappa bellissima: arroccato sulla cima di una collina con case in pietra ed in caverne ancora oggi abitate da berberi che si sono fatti furbi ed hanno capito come sfruttare turisticamente la situazione!
Pranzo al sacco, visita al villaggio, carico delle bici sul camion e si ritorna in hotel.

Venerdì 18 febbraio - Isola di Jerba - (km. 12)

La giornata è caratterizzata da una cronometro individuale di 12 chilometri.
La scelta organizzativa privilegia una strada che costeggia un bellissimo tratto di spiaggia; niente traffico ed asfalto ottimo; naturalmente c'è il sole ma c'è anche un fastidioso vento che i ciclisti avranno contro in andata ed a favore in ritorno.
I concorrenti partono distanziati di due minuti l'uno dall'altro in ordine inverso di classifica.
Un segno inequivocabile dell'interesse che la manifestazione ha suscitato nei ciclisti: TUTTI i partecipanti si sono presentati al via!
E c'è addirittura chi ha alleggerito la bici dei portaborracce, del computer e di alcuni raggi!!!
Bello il gesto di Carlo Valentini il quale, pur non essendo interessato alla gara, si fa notare mentre è intento a scopare dalla strada alcune pietre e dei pezzi di vetro che avrebbero potuto dare fastidio ai concorrenti.
La frazione è vinta da Stefano Nicoletti il quale impone ancora una volta la sua forza distanziando il secondo di quasi un minuto.
Nel pomeriggio la seconda affollata conferenza di Fulvio mentre la sera c'è chi non rinuncia ad andare in discoteca seppure il giorno dopo la sveglia suonerà presto.

Sabato 19 febbraio - la "Maratona del Sahara" - (km. 140)

E, finalmente, sabato va di scena il mitico Deserto del Sahara!
Nata come semplice gita turistica in bici nella prima edizione della Ciclosportiva di Jerba la Maratona assume nel 2005 la veste di vera e propria gara di lunga distanza seppure la parte cronometrata è di "soli" 96 chilometri dei 140 totali.
Nessun ciclista manca all'appello alle sei del mattino quando si parte in due pullman per raggiungere l'oasi di El Faouar (l'ultima facilmente raggiungibile su strada asfaltata prima della sterminata distesa sabbiosa del Sahara); le bici sono state caricate sul camion la sera prima e sono partite nella notte.
Sono presenti anche molti degli accompagnatori che non vogliono mancare all'appuntamento più importante della settimana.
Il viaggio è lungo ma i circa 300 chilometri che dividono l'hotel dal luogo fissato per la partenza sono fatti in maniera relativamente veloce e non pesano più di tanto sui sonnacchiosi atleti.
Raggiunta la località del via si scaricano le bici e si compie l'immancabile rito della foto dei partecipanti su una enorme duna di sabbia!
Poi il gruppo si mette in marcia per fare i primi 40 chilometri in maniera non agonistica tra la sabbia del deserto e nelle oasi dove vengono raccolti i famosi datteri tunisini.
Si attraversa Douz e subito dopo ci si ferma per un ristoro; poi la spunta della Winning Time e la partenza per il lungo tratto cronometrato: dopo 200 metri è già bagarre!!
Alcuni vanno in fuga e guadagnano subito circa un minuto, ma non è facile restare da soli su un asfalto che non è proprio come il tappeto di un biliardo e, dopo una trentina di chilometri, i due fuggitivi vengono ripresi da un gruppetto di dodici atleti.
Subito dopo il ricongiungimento parte la fuga di Stefano Nicoletti che prende il largo con Fulvio Pugliese e Manuel De Angeli; dopo poco parte al loro inseguimento Andrea Terranino che riesce a guadagnare sul gruppo ma non a raggiungere i primi.
Dopo l'interminabile rettilineo della zona pre-desertica arrivano le salite finali di Matmata; niente di realmente difficile ma la distanza percorsa ed il fondo stradale ruvido si fanno sentire.
Ogni volta che la strada accenna a salire si ha la sensazione che Nicoletti potrebbe involarsi da solo, ma decide di accontentarsi della vittoria finale della Ciclosportiva ed il trio prosegue assieme fino al traguardo posto in un bellissimo scenario naturale.
Vince Fulvio Pugliese su De Angeli e Nicoletti che si classificano nell'ordine.
Bisogna attendere cinque minuti per assistere all'arrivo solitario di Andrea Terranino ed altri quattro per vedere il gruppetto inseguitore ora disintegratosi nelle salite finali.
Poi, solitari o in coppia, arrivano tutti; il pullman scopa scarica solo cinque ciclisti che hanno innalzato bandiera bianca ma anche per loro c'è l'applauso di quelli che sono già arrivati e degli accompagnatori che hanno assistito a tutti gli arrivi attendendo pazientemente al traguardo.
Si risale sui pullman e si fanno i circa 150 chilometri che riportano a Jerba.
E' stata una giornata faticosa e bellissima per tutti e difficilmente i partecipanti la dimenticheranno!

Domenica 20 febbraio - Isola di Jerba - (km. 60)

Sono in pochi a presentarsi alla partenza dell'ultima uscita in bici sull'isola; la stanchezza del giorno prima si fa sentire nelle gambe ed inoltre non ci sono tratti cronometrati validi per la classifica finale.
E' solo una breve sgambata di una sessantina di chilometri per gustare per l'ultimo giorno il sole africano e per le ultime fotografie nella nuova strada litoranea per l'aeroporto poi si torna in hotel per rimettere la bici nelle sacche e per prepararsi degnamente all'ultimo appuntamento della settimana: le premiazioni finali.
Il pomeriggio in discoteca ci sono proprio tutti, ciclisti ed accompagnatori ed è un ulteriore segno di quanto la settimana abbia unito "il gruppo".
Per scelta organizzativa non si premiano solo i vincitori ma tutti i partecipanti seppure i premi (oggetti dell'artigianato locale) sono rapportati alle singole posizioni di classifica.
Tutti però sono chiamati sul palcoscenico a ricevere l'applauso degli altri partecipanti e per la foto di rito.
Molti sono in costume locale dato che in serata è in programma una cena tunisina ed uno show con danza del ventre ed altre attrazioni turistiche.

Ecco i vincitori nelle varie categorie con il tempo finale nei percorsi cronometrati:

  • Cat. A) - DE ANGELI Manuel 4.16.04
  • Cat. B) - ZATTI Andrea (4.25.42)
  • Cat. C) - NICOLETTI Stefano (4.09.21)
  • Cat. D) - BIZZOCCOLI Roberto (4.29.06)
  • Cat. E) - MATUCCI Mauro (4.28.32)
  • Cat. F) - USAI Antonio (4.32.40)
  • Cat. G) - RONCHI Sabina (5.28.20)
  • Cat. H) - CABELLA Patrizia (4.52.45)