Jerba 2011: tutto bene

    Sono oramai passati sei anni dall'ultima volta che siamo andati in Tunisia e c'è voglia di tornare a pedalare nel nord-africa magari programmando in maniera diversa la rituale visita al deserto sabbioso che nelle prime edizioni delle nostre bici-vacanze era sempre stato un toccata e fuga.
    Nella settimana è stata inserita quindi anche una esplorazione del deserto intorno a Tozeur anche se questo ci costerà uno spostamento di un paio di giorni dalla sede di Jerba; ma la scomodità sarà ripagata abbondantemente dalle novità insite nella cosa.
    Mi sono appoggiato al Tour Operator Eden Viaggi con il quale in passato avevo fatto altre cose perché essi gestiscono in maniera "italiana" un buon hotel sull'isola tunisina e perché possono garantire voli charter sia da Milano che da Verona.
    In effetti il periodo scelto (prima settimana di gennaio) non sembrerebbe indicato per programmare una settimana "vacanziera" in un posto di mare a quelle latitudini ma a noi interessa innanzitutto pedalare e l'isola ha i percorsi e la temperatura ideale per farlo.
    Hanno aderito in 45 alla proposta!

    Una "riunione" familiare fatta qualche mese prima aveva portato me e Cristina alla decisione di anticipare di una settimana la nostra partenza per fare con le bambine un capodanno tranquillo senza gli immancabili impegni di pranzi/cene che ci sommergono nelle feste.     E mai idea è stata tanto positiva!
    Per genitori ciclisti non c'è niente di meglio di pedalare ogni giorno in una temperatura primaverile per due settimane mentre le bambine stanno nel baby parking di un villaggio turistico: è cosa tanto piacevole che diventerà certamente un "must" negli anni a venire.
    Abbiamo aperto l'opportunità di partire prima anche agli altri e sono stati in molti a rispondere all'appello così che a Milano, il 27 dicembre, a partire siamo una ventina di persone e tra di essi ci sono molti volti noti del nostro Club GiroMondo!
La vacanza si prospetta quindi molto piacevole!

    Lasciamo la nebbia di Milano ed in poco più di due ore atterriamo al sole di Jerba.
    Ci accoglie lo staff della Eden in cui spicca una ragazza decisa ed attiva (Amina) che poi, nel corso delle due settimane, mostrerà una capacità organizzativa e gestionale decisamente unica.
    E' un vero piacere vedere il sole: poi scoprirò che per l'intera vacanza non ci avrebbe mai abbandonato e non avremmo visto neanche una nuvoletta!
    La temperatura, anche nel deserto, rimarrà invece sempre al di sotto della media stagionale per colpa di una corrente fredda proveniente direttamente dalle innevate regioni italiane ma l'abbigliamento delle uscite in bici sarà sempre estivo o, al massimo, primaverile.
    L'hotel è all'altezza della situazione: non elegante e pretenzioso ma efficiente e comodo, con una gestione fatta da persone disponibili ed una cucina che soddisfa tutti.
    Lo staff di animazione fa del suo meglio per rendere piacevole il soggiorno e ci riesce ampiamente.
    La formula "All Inclusive" è gradita a tutti seppure nessuno approfitta in maniera smodata della possibilità di bere gratis ed a volontà; nei tavoli la bevanda più gettonata è comunque l'acqua ed al bar è molto richiesto il caffè tunisino (dal sapore leggermente amaro) ed una bevanda alcoolica estratta dalla fermentazione dei datteri.
    Come al solito molti degli accompagnatori vogliono vivere le stesse esperienze dei ciclisti ed a bordo dei maxi-taxi (utilizzati ogni giorno come mezzi di servizio e "carro scopa") fanno l'intero percorso, ma è ampiamente utilizzata anche la beauty farm del villaggio.
    Poi tutte le donne del gruppo scoprono che in giro ci sono prezzi favorevoli e quasi tutte da quel momento si dedicano anche allo shopping.
    Una nota particolare per la nostra Samira la quale, dopo le timidezze iniziali, si integra bene nella vita del baby parking (ci andrà ogni mattina molto volentieri e di sera farà anche alcune esibizioni sul palcoscenico che la gasano al massimo) ed il giorno della partenza, avrà le lacrime agli occhi!

    Quello che segue è un breve resoconto della settimana svolta dall'intero gruppo: per quanto la prima settimana mi limito a dire che:
  • è stata gradita a tutti … ma VERAMENTE A TUTTI!
  • siamo usciti in bici ogni giorno percorrendo tutte le strade dell'isola (le quali sono molto migliorate in questi 5 anni di assenza!) ma abbiamo fatto qualche puntata in bici anche nelle belle zone dell'interno (Chenini, le montagne berbere, ecc.)
  • erano anni che non facevo il classico veglione di fine anno con il brindisi a mezzanotte: è stato piacevole condividerlo con amici che oramai vedo da un decennio (la prima vacanza ciclistica risale infatti proprio ad un capodanno fatto a Cagliari al cambio di secolo!)
  • alla fine eravamo tutti d'accordo: rifaremo il capodanno assieme anche nei prossimi anni!
Una curiosità: nelle edizioni precedenti sugli asfalti ruvidi delle strade tunisine avevano causato numerose forature: sono state solo un paio nel 2011!

Ma ecco il resoconto della vacanza.

  Lunedì 03 gennaio -
    I voli aerei da Milano Malpensa e Verona portano a Jerba tutti i partecipanti che incontrano in hotel il gruppo di coloro che li hanno preceduti di una settimana. Si tolgono le bici dagli imballaggi e si mettono in un comodo locale: è tutto perfetto! La sera, una breve riunione informativa nel teatro del villaggio precede la cena. La riunione informativa sarà poi una costante del pre-cena e sarà sempre frequentata da tutti, mentre non saranno in molti quelli che tirano tardi la notte con gli spettacoli dell'animazione o con la discoteca.
  Martedì 04: Jerba -
    La prima uscita in bici serve sempre a sciogliere la gamba ed a conoscersi; facciamo una prima presa di contatto con la piccola isola in modo da consentire la piena libertà di azione nei giorni successivi. E' subito chiaro dalle prime pedalate che il livello dei ciclisti è molto vario; sono pochi quelli che hanno "la stoffa" mentre la maggior parte ha difficoltà a mantenere anche il ritmo tranquillo dei più forti. Dopo la foto di rito davanti all'hotel si parte seguendo l'auto apripista; in coda un minibus scopa nel quale salgono anche alcuni accompagnatori. Si va in direzione di Houmt Souk (la capitale di Jerba); ad inizio dell'abitato una breve attesa per attendere i ritardatari e poi si prosegue velocemente (il vento è a favore) lungo la strada interna che porta al ponte romano e quindi si torna in hotel seguendo la strada turistica. Sole ed allegria sono presenti in abbondanza!
  Mercoledì 05: Jerba -
    Dopo colazione si parte per la prima uscita a velocità libera che consentirà al gruppo dei veloci si sbizzarrirsi in una galoppata "a tutta". Nessuno lo dice apertamente, ma ognuno si prepara a dare il massimo. Si fanno le previsioni tra i possibili favoriti ma tutti ci tengono a dire che non sarà una gara. Il programma prevede l'attraversamento del ponte romano per andare poi in direzione di Zarzis. Si inizia con una pedalata di avvicinamento lungo la costa fino ad arrivare al lungo ponte che, di fatto, è una diga che chiude un braccio di mare unendo l'isola al continente africano. E' decisamente particolare pedalare per sette chilometri vicini alla grandi condotte che portano l'acqua dolce a Jerba avendo il mare sui due lati della strada! Alla fine del ponte/diga i ciclisti hanno fatto trenta chilometri e ci sono già distacchi irrecuperabili per cui, mentre i primi vanno a sfidarsi lungo la costa, c'è già chi se ne torna verso l'hotel. La storia poi ci racconta che il gruppetto dei primi resta "gruppetto" per l'intero percorso e che quando tutti rientrano non si vede gente gioire per il proprio risultato! Di fatto non è stata una gara ma …
  Giovedì 06: Jerba-Tozeur -
    Si parte in bus di mattina presto; le bici sono state caricate su un camion e sono già partite con un paio di volontari che fungono da scorta. Ad Ajim ci si imbarca sul traghetto (meno di un quarto d'ora di traversata, ma è un piacevole diversivo che mette i ciclisti a stretto contatto con gli abitanti locali) quindi si prosegue in bus per circa 200 km entrando profondamente nel continente africano; si attraversano zone molto belle facendo una breve sosta a Maatmata per vedere l'hotel interrato che ha fatto da sfondo ad alcune scene di "Star Wars". Si entra quindi nella zona pre-desertica fino a giungere a Kebili dove si trovano le biciclette già scaricate e pronte all'uso; si scende dal bus e si inizia a pedalare per fare una delle attrazioni della settimana: l'attraversamento del lago salato di Chott El Jerid! Nel lago c'è ancora un poco di acqua (il sole estivo la farà evaporare completamente) e tanto sale; la strada (un rettilineo di circa ottanta chilometri) è leggermente sopraelevata ed in cui tanti giurano di aver visto i miraggi! A metà strada c'è la foto di rito e quindi si prosegue fino al termine del lago: siamo oramai vicinissimi all'hotel ma è quasi buio e preferiamo quindi salire sul pullman. E' stata una giornata faticosa ma difficilmente i partecipanti la dimenticheranno! Dopo la cena in hotel si decide che il giorno dopo si andrà a pedalare nelle montagne desertiche di Chebika e Tamerza per fare qualche salita e per vedere le oasi ed i laghetti di montagna.
  Venerdì 07: Tozeur -
    Si parte in bici direttamente dall'hotel seguiti dal pullman e dal camion che fungono da scopa; dopo aver attraversato la bella Tozeur ci si inoltra in un deserto davvero poco ospitale andando verso le montagne che si intravedono in lontananza. Ai piedi dei monti c'è la prima grande oasi: tutti cerchiamo la "cascata" che, in verità, ha proprio solo un filo di acqua! Per contro la salita è veramente ripida e qualcuno è costretto a mettere piede a terra nei tratti più impegnativi. Ma lo spettacolo è superbo! In cima c'è il tempo di fare una visita ad una seconda cascata (avara di acqua quanto e forse più della prima), poi si riscende in pianura e si risale sul bus per tornare all'hotel di Tozeur dove si pernotta. Le montagne sono state comunque uno spettacolo decisamente bello e ne è valsa la pena!
  Sabato 08: Tozeur-Jerba-
    Si riparte di mattina presto con bus e camion per tornare sulla costa attraversando di nuovo il lago salato. Si scopre così che a quell'ora i riflessi del sole sull'acqua e sul sale rivestono il tutto di un alone ancor più fascinoso! A Kebili, invece di fare al contrario la strada già fatta, scegliamo di attraversare una veloce strada desertica che porta verso la costa e, quando siamo ad una sessantina di chilometri dal traghetto che riporta sull'isola, si comincia a pedalare. Si decide di restare in gruppo … ma, naturalmente, i più veloci al primo strappetto, vanno via e si formano alcuni gruppetti che continuano con il proprio passo. All'imbarco ci si ritrova tutti e si attraversa assieme lo stretto tratto di mare; quando siamo di nuovo sull'isola, pedaliamo ancora per attraversarla interamente fino a giungere all'hotel.
  Domenica 09: Jerba -
    L'ultimo giorno di bici al nostro gruppo si uniscono una decina di ciclisti locali e si parte per il periplo completo dell'isola. Ma dopo una ventina di chilometri c'è una caduta, per fortuna senza conseguenze. Si continua. Giunti all'aeroporto prendiamo per una strada costiera molto bella (ma il fondo stradale è quello ruvido del deserto); lo stare assieme in gruppo chiacchierando ha però spesso lo svantaggio che i ciclisti si distraggono e che le ruote delle bici si toccano; succede anche questa volta e c'è una seconda caduta, questa volta con conseguenze più gravi: un ciclista locale si fa male ad un braccio (si scoprirà dopo che c'è una frattura), qualche ruota si danneggia ed uno dei nostri batte forte la testa sull'asfalto restando stordito per un certo periodo (… per fortuna aveva il casco!). Curati i feriti e recuperate le bici danneggiate si riprende a pedalare tagliando l'isola a metà con un "carro scopa" pieno di gente. In serata lo staff dell'animazione da il meglio di se in uno spettacolo molto curato e coinvolgente.
  Lunedì 10: bici nelle sacche e trasferimento all'aeroporto per prendere gli aerei che ci riporteranno in Italia.

    Nel complesso è stata una settimana piacevole di bicicletta con un tempo splendido.
    L'isola è stata ideale, con i suoi percorsi pianeggianti, per fare del ciclismo ad inizio stagione e certamente riproporremo la bici-vacanza tra qualche anno così come, certamente, nel futuro io con la mia famiglia, tenderò a fare sempre due settimane di soggiorno includendovi la fine anno.
    Intanto i satelliti televisivi ci portavano le notizie dall'Italia: la solita neve invernale ed il tran-tran solito dei politici che litigano nei programmi di prima serata!
    In Tunisia erano già iniziati nelle città più grandi i disordini e le proteste che poi hanno portato alla caduta del regime che governava la nazione da una quarantina di anni.
    Nella nostra isola niente di tutto questo.
    Viene proprio da dire Jerba 2011: tutto bene!
                Tonino Scarpitti