NORVEGIA 2009: UNA VACANZA PIU' CHE PERFETTA!

E' senza alcun dubbio vero: questa BiciCrociera in Norvegia è stata una cosa incredibile!
    Era oltre un anno che ripetevo a tutti di venire con noi perché sarebbe stata una vacanza da ricordare; ero sicuro di quello che proponevo perché avevo percorso in auto tutte quelle strade ed avevo già immaginato i miei amici che pedalavano dentro quella natura stupenda ma poi, una volta "sul campo", mi sono reso conto che la realtà superava di molto il progetto e che tutto era addirittura più bello e funzionale di ogni mia più rosea aspettativa!
    La nave (Costa Mediterranea), agghindata in verità in maniera un poco pacchiana, si è rivelata perfetta in ogni suo aspetto e mai, dico mai, avevamo avuto una gentilezza ed una collaborazione così totale da parte dei responsabili di bordo di CostaCrociere: e non ha mai "ballato", al punto che a bordo non si capiva quando eravamo all'interno di un fiordo e quando invece in mare aperto.
    Il gruppo si è cementato immediatamente e si è formato un ottimo amalgama tra vecchi e nuovi, tra ciclisti ed accompagnatori, tra giovani e vecchi!
    Il tempo atmosferico è stato quanto di meglio potevamo attenderci: sole per 10 giorni su undici, e l'undicesimo ha visto solo una spruzzata di acqua (… prima che partissimo in bici) ma poi è uscito il sole; la temperatura era decisamente al di sotto della norma perché c'è stato sempre un venticello freddo da nord che si faceva sentire: solo pochi coraggiosi hanno indossato i pantaloncini corti.
    Le uscite in bici sono state una più strepitosa dell'altra; anche io sono andato in bici quasi ogni giorno e Cristina è riuscita a pedalare anche se necessitava di qualche aiutino in salita!
    Samira e Sofia non ci hanno mai creato problemi se si esclude il fatto che Samira, forte dei suoi inesauribili cinque anni, voleva scatenarsi in discoteca ogni notte almeno fino alle due mentre io ero costretto a sonnecchiare in qualche poltrona!
    Il leit motif della crociera è stato un commento ripetuto e costante che era sulla bocca di TUTTI i presenti: "grazie Tonino per tutto questo"!
    Erano 26 i ciclisti presenti, 21 gli accompagnatori e 5 bambini; c'era anche un giornalista della rivista "Cicloturismo" che ha poi fatto un ampio servizio pubblicato sul numero in edicola a luglio ma il resoconto non è riuscito ad evidenziare quanto di strepitosamente bello abbiamo visto e vissuto in quegli undici giorni indimenticabili.
Ma vediamo ora brevemente cosa è avvenuto di tanto bello:
Mercoledì 03 giugno: Amsterdam (Olanda)
- un volo aereo charter dall'Italia ha portato quasi tutti i partecipanti ad Amsterdam; io e la mia famiglia siamo arrivati in camper e due coraggiosi (Paolo e Cristian) hanno pedalato fino in Svizzera e poi il resto lo hanno fatto in treno.
    Ci siamo imbarcati sulla "Costa Mediterranea" che, puntualissima, è partita alle 17.00.
    La serata è trascorsa nella sistemazione in cabina e prendendo familiarità con "l'hotel" decisamente grande che ci avrebbe ospitato nei successivi undici giorni.
Giovedì 04: navigazione - nel giorno di navigazione ci siamo incontrati ed abbiamo gettato le basi per le uscite successive; oltre la metà dei presenti erano "vecchi amici" quindi la situazione volgeva al bello stabile!
Luciano la notte ha iniziato a vincere ad una slot machine un certo quantitativo di monetine.
Venerdì 05: Geiranger
- la mattina trascorreva sulla nave che penetrava profondamente nel fiordo in uno spettacolo da vera fiaba (montagne a picco, cascate di centinaia di metri e neve, tanta neve sulle montagne per via di un inverno particolarmente nevoso).
    Alle 12 finalmente si poteva scendere e, naturalmente, i primi a salire sulla lancia, siamo stati noi ciclisti. A Geiranger la prima foto di gruppo e poi partenza iper la lunga scalata al monte Dalsnibba che ci guardava dall'alto dei suoi 1.476 metri! Dopo appena un chilometro, per fare una foto, ho perso il cellulare per cui … niente più chiamate dall'Italia per il resto della vacanza: quale goduria!!
    Naturalmente siamo riusciti a restare assieme al massimo un centinaio di metri e poi i più forti hanno accelerato impegnati in una lunga e non dichiarata sfida; nelle retrovie quelli più lenti che avrebbero fatto quanto di meglio per arrivare più su possibile. La salita era bella, i panorami bellissimi e l'arietta pungente.
    A metà strada la neve è apparsa ai lati della strada; intorno ai 1.100 metri (quando si lasciava la strada asfaltata per prendere la strada sterrata, c'erano già muri bianchi ai lati della strada … le foto di quelli che sono arrivati su dicono che in cima si viaggiava tra due muraglie di neve! Uno spettacolo veramente straordinario!
   Quando poi ci siamo ritrovati al calduccio del sole vicino al mare, ognuno aveva da raccontare qualche cosa. E' stata una giornata di quelle che si stampano nella mente per sempre!
Sabato 06: in navigazione
- l'unico giorno di riposo che la manifestazione concede ai ciclisti viene trascorso nelle maniere più diverse: c'era chi si crogiolava nella sauna o negli idromassaggi della Spa; chi seguiva tutti i corsi di ballo degli animatori; chi mangiava a ripetizione saltando da un ristorante alla pizzeria e poi ancora al ristorante; chi semplicemente guardava la Norvegia ininterrottamente (dato che la notte oramai non esisteva più!) e, naturalmente, chi sedeva alla slot machine con un secchiello per mettere le monetine che vinceva!
Domenica 07: Honningsvag
- intorno alle sei del mattino (ma c'era un sole altissimo nel cielo!) la nave passava al largo di Capo Nord per andare ad attraccare al porto di Honningsvag dove siamo scesi per pedalare fino alla meta più romantica del viaggio: lo sperone roccioso più al Nord dell'Europa! Un pullman noleggiato per l'occasione fungeva da carro scopa ed aveva a bordo tutti gli accompagnatori; abbiamo pedalato per una trentina di chilometri … che sono difficili da raccontare: solo le fotografie, in parte, ci riescono.
    Quando siamo giunti nel promontorio abbiamo inutilmente cercato di riunirci all'ingresso del piazzale; abbiamo ritentato poi almeno per la classica foto sotto il mappamondo ma l'impresa non è riuscita perché, di fatto, ognuno faceva le cose che riteneva più interessanti al momento. Sulla strada del ritorno, un piacevolissimo vento a favore, ci faceva volare sorridenti fino alla nave. Tutto bello, MOLTO bello!!
Lunedì 08: Tromso
- alle 8 del mattino si arriva nel porto di Tromso, la città più importante all'interno del Circolo Polare Artico. Si scende dalla nave per una lunga galoppata pianeggiante in bici che mette immediatamente in luce il gruppetto di quelli destinati ad arrivare fino al termine del Balsfjorden (70 km in andata ed altrettanti al ritorno) gli altri, a gruppi più piccolo, facevano la strada al loro ritmo. La strada larga e veloce stimolava ad andare a tutta e in testa quelli che potevano cercavano di tirarsi il collo a vicenda nei saliscendi della costa.
Martedì 09: Gravdal
- è un altro di queli posti che è impossibile cercare di descrivere! Dopo aver lungamente costeggiato quel capolavoro della natura che sono le Isole Lofoten, siamo finalmente sbarcati nella rada di Gravdal per andare a pedalare tra isolotti, ponti, paesetti da cartolina e natura: una incredibile e meravigliosa natura che, appositamente per noi, si è fatta trovare vestita di una giornata di sole tiepido. Tutto il percorso (60 chilometri da fare in andata e ritorno) è stata una vera e propria goduria anche se, i più pignoli, mi facevano notare che il "completamente pianeggianti" che avevo messo nel programma, alla fine significava quasi 1.000 metri di dislivello per i piccoli ma continui su e giù a cui i ciclisti erano costretti da ponti, tunnel sottomarini e brevi saliscendi … ma nel Paradiso Terrestre non è consentito spezzare il capello per queste sottigliezze!! Se mai un giorno volete gustarvi un posto bello: andate alle isole Lofoten!
Mercoledì 10: Trondheim
- si arriva in porto alle 10 del mattino: faceva freddo e minacciava pioggia. Il programma ciclistico prevedeva un giro tranquillo nelle vicinanze e fuori dalla nave vi era un Asbjorn Ness, un ciclista norvegese che aveva partecipato al GiroSardegna qualche anno fa e che si era offerto di fare da guida. Mentre eravamo in attesa di capire cosa avrebbe fatto il tempo, uno scroscio di pioggia "gelò" letteralmente gli entusiasmi di quasi tutti. Solo io, Renato, Gabriella, Gino e Luciano ci uniamo all'amico norvegese per un breve, ma interessante giro lungo il fiordo; Asbjorn ne approfitta per farci conoscere anche un suo amico; scopriamo così che in gioventù entrambi sono stati delle glorie olimpiche norvegesi in una qualche specialità sportiva.
Giovedì 11: Andalsnes
- anche in questa giornata i soliti "perfetti" mi hanno fatto notare che la cima del passo Trollstigen non era ai 450 metri come da me indicato nel programma ma a 850! In effetti qualche "leggera imperfezione" poteva essere trovata in quello che avevo scritto ma, in compenso, TUTTO il resto era perfetto: la strada dei Trolls (i piccoli folletti sono il simbolo di tutto il nord della Scandinavia) è strepitosamente bella e si pedala tra tornanti scavati nella roccia che salgono "in un tripudio di grandi cascate e di bellissime montagne"! Veramente da non perdere!
    Qualche problema lo hanno avuto invece gli accompagnatori che hanno seguito il gruppo dei ciclisti nel pullman, perché la strada a strapiombo proprio non consentiva di guardare il panorama in maniera rilassata e tranquilla!
Venerdì 12: Stavanger
- la nave attracca in un porticciolo che è quasi come una bomboniera: piccolo e contornato di coloratissime case e di una infinità di negozietti che alleggeriscono i portafogli dei turisti a caccia degli ultimi oggetti ricordo. I ciclisti fanno un'ultima uscita di gruppo cha, in verità, non aggiunge niente a quanto di bello si è già visto, ed allora si torna volentieri alla nave … ed ai negozi di souvenirs. Intorno alle 11 … si rivede una pallida notte!
Sabato 13: Copenhagen
- è mattina quando la nave attracca nel porto danese. Ci si saluta tutti e ci si divide per andare a fare un ultimo giro turistico in città prima di andare in aeroporto a prendere l'aereo. E' stata la bici-vacanza più bella che io abbia fatto nella mia vita … e probabilmente non sono il solo a pensarla in questo modo.
E' impossibile non pensare di rifarla ancora una volta!