La IIa "BiciCrociera sul Nilo": il capolavoro si rinnova!-
E' sempre difficile raccontare una vacanza ciclistica ben riuscita a coloro che non l'hanno vissuta poiché il resoconto potrà apparire come una delle solite esagerazioni dei ciclisti.
Ma questa volta è vero: la seconda edizione della "Bici Crociera sul Nilo" del febbraio 2010 ha rinnovato per intero quel capolavoro di sport, amicizia, cultura, bellezza, allegria, ecc. che si visse già nel lontano 2004.
Oggi come allora ogni tassello del mosaico è andato ad inserirsi come per incanto al punto giusto e tutto alla fine è andato alla perfezione superando anche le più ottimistiche previsioni.
Solo due cose hanno causato inconvenienti e tensioni:
- la compagnia aerea Blu Panorama, a causa di una intensa nevicata sull'aeroporto di Bologna, non trasportava 8 bici i cui proprietari si ritrovavano poi in Egitto a pedalare su alcuni "ruderi" messi a disposizione dal Tour Operator
- il Tour Operator Phone&Go ha gestito in maniera impeccabile le operazioni logistiche ed i permessi di polizia ma ha poi lasciato molto a desiderare per altri aspetti non riuscendo a mantenere quanto di buono aveva prospettato in fase di progettazione dell'iniziativa.
In totale sono 98 i "fortunati" che hanno fatto la vacanza (2, a Bologna, hanno rinunciato a partire senza bici).
I ciclisti sono stati 55 equamente divisi tra "agonisti" (che volevano allenarsi al sole) e "tranquilli" che volevano pedalare per guardarsi intorno.
Molti i momenti esaltanti vissuti nel corso della settimana e tra questi citiamo:
- la galoppata in bici nel deserto con arrivo ad Abu Simbel (100 km veramente indimenticabili per coloro che li hanno fatti!);
- la passeggiata in bici tra le povere case dei villaggi nubiani in una zona che i normali turisti non vedranno mai;
- la "Maratona del Nilo" fatta tutta contro vento!
Alla fine della settimana tutti erano entusiasti della favolosa vacanza trascorsa ed i complimenti a Tonino ed al suo gruppo di collaboratori si sprecavano.
Il gruppo è stato amorevolmente coccolato dall'ampio spiegamento di Polizia che accompagnava ogni uscita perché, oramai, in quella zona dell'Egitto, c'è un posto di blocco ad ogni incrocio e nessun turista può andare fuori dai percorsi prestabiliti per le visite guidate senza essere accompagnato da una scorta.
Naturalmente ogni giorno si pedalava sotto il sole e con una temperatura quasi estiva; il costume da bagno imperava sul ponte superiore del battello e l'odore delle creme protettive era forte; la giornata più fresca è stata proprio quella Maratona nel deserto che alla vigilia era quella che tutti temevano maggiormente per il presumibile caldo che si prevedeva.
Gli accompagnatori hanno potuto usufruire di un ampio programma di visite con guide locali che sono state molto apprezzate ed anche molti ciclisti, dopo l'uscita in bici della mattina, nel pomeriggio si dedicavano a cose culturali.
Bassissima la percentuale di incidenza della "maledizione di Tutankamon" che il nostro medico Daniela ha dovuto curare: sono stati solo 2 i colpiti dalla maledizione piena mentre una decina ne sono stati "sfiorati" con effetti di vario tipo.
Ecco un breve diario delle giornate.
Domenica 31 gennaio: l'arrivo dei partecipanti
Si parte da Milano, Bologna e Roma per Luxor e si prende possesso della cabina.
Il gruppo è ospitato sulla Lady Carol 5, un battello relativamente nuovo che si è dimostrato all'altezza dell'Evento.
La qualità del cibo è buona e spiccano i sapori delle verdure e della frutta prodotti in loco in modo certamente non industriale!
Il personale della nave è molto disponibile e soddisfa le infinite richieste dei partecipanti.
Le bici sono sistemate nelle spaziose cabine.
Lunedì 1 febbraio: prima uscita ciclistica
La mattina c'è la prima uscita ciclistica di una sessantina di chilometri che serve a fare la conoscenza dei luoghi ed a capire la "consistenza" ciclistica dei presenti.
Si risale il Nilo per una decina di chilometri fino al ponte che sovrasta il fiume per poi riscendere fino alla zona archeologica (Valle dei Re, Valle delle Regine, ecc.) e quindi tornare indietro per la medesima strada.
Naturalmente sosta obbligata ai Colossi di Memnone per la classica foto di gruppo.
Alle sei di sera la nave parte ed inizia a risalire il fiume in direzione Assuan.
Martedì 2 febbraio: la navigazione sul Nilo
Svegliarsi all'alba per gustarsi il sorgere del sole sul fiume è privilegio riservato a pochi!
La maggior parte dei croceristi infatti si alza solo per la colazione e per fare la prima sosta a Edfu dove si visita uno dei templi meglio conservati di tutto l'Egitto che ci è arrivato intatto perché, per secoli, è stato sepolto dalla sabbia.
Poi la nave riparte.
Il fiume pulsa di vita: uomini ed animali vivono in una simbiosi millenaria tesa a sfruttare ogni minimo lembo di terra utile per essere coltivato in maniera semplice e primitiva.
Dalla nave appare aspro il contrasto esistente tra la stretta striscia verde delle coltivazioni ed il deserto che inizia subito dopo e si perde fino all'orizzonte.
Le macchine fotografiche scattano in continuazione.
La navigazione dura l'intera giornata ed all'imbrunire, dopo uno splendido tramonto sul fiume, ci si ferma per la visita notturna al tempio di Kom Ombu.
Dopo cena presentazione dello staff mentre la nave viaggia nella notte fino ad arrivare ad Assuan.
Mercoledì 3 febbraio: Abu Simbel
Gli accompagnatori "turisti" si svegliano all'alba per andare in pullman ad Abu Simbel mentre i ciclisti lasciano la nave alle 8.30 dopo che Gino e Fabio hanno caricato tutte le bici su due camion; si attende a lungo il permesso della polizia e poi si parte nella strada che entra nel deserto.
Si viaggia in pullman per 170 km e quindi, quando Abu Simbel è distante ancora un centinaio di chilometri, si scende dal bus e si sale in bici.

La direttiva è quella di fare i primi chilometri assieme ma le qualità ciclistiche nel gruppo sono troppo differenti e quindi dopo un poco si va a velocità libera.
Si seleziona subito un gruppetto di una decina di ciclisti i quali viaggiano spediti per una cinquantina di chilometri (con vento laterale) e poi addirittura volano per i restanti 50, quando hanno il vento alle spalle!
Gli altri ciclisti giungono con distacchi più o meno ampi ma il gruppo si ricostituisce per fare la visita guidata al tempio più famoso dell'Egitto.
Il tempio, scavato nella roccia, è stato sottratto alle acque del Lago Nasser e spostato pezzo per pezzo in una zona dove il lago non arriva; il fascino del luogo è straordinario e la visita merita la fatica che si fa per arrivarci.
Un paio di ore di immersione nei reperti che ci giungono da una storia vecchia di qualche migliaio di anni e poi si ritorna ad Assuan in pullman.
Dopo cena un interessante spettacolo di danzatori del Nilo che riescono a coinvolgere anche alcuni dei ciclisti in balli e giochi.
Giovedì 4 febbraio: i villaggi nubiani
Scoprimmo la strada per caso nell'edizione del 2004 ed abbiamo voluto tornarci: naturalmente niente era cambiato perchè questi villaggi, che i "turisti" non vedranno mai, sono immutati da centinaia di anni.
E' una realtà fatta di povertà, di case contadine senza tetto (… non serve perché qui non piove mai!) dove gli animali vivono con i loro proprietari e dove tutti si dedicano ad una agricoltura antica praticata a mano e con attrezzi rudimentali che è l'unica fonte di sostentamento.
In una ventina di chilometri si torna indietro nel tempo di molte centinaia di anni: i nostri antenati nel medio evo probabilmente vivevano esattamente come queste persone!
Quando la strada asfaltata finiva, la gradita sorpresa di trovare un branco di dromedari; in molti hanno voluto provare l'emozione di salire sulla "nave del deserto" e quindi fotografie a profusione!
In serata sono in molti a snobbare le visite guidate per andare a fare acquisti nel suk di Assuan dove abbondano i prodotti locali ma anche la paccottiglia per turisti.
Venerdì 5 febbraio: la "Maratona del Nilo"
La mattina il clima di eccitazione per la grande avventura si sente ed è palpabile quando si scende dalla nave per affrontare i 120 km della gara.
Il percorso è stato accorciato perché la polizia ha dato il permesso unicamente fino a Edfu; dopo quella località infatti la strada ha subito notevoli danni a causa di una pioggia torrenziale (… nel deserto!!) caduta solo una quindicina di giorni prima.
Dopo che i ciclisti sono scesi, il battello parte ed inizia a ridiscendere la corrente.
La giornata è ventosa e, purtroppo, la direzione del forte vento non è quella che sarebbe gradita.

Tutti assieme fino al nuovo ponte sul fiume e poi, dopo il posto di blocco di polizia, si inizia una avventura nel deserto sabbioso che avvolgerà tutti per il resto del percorso.
Per fortuna il vento, seppure teso, non crea la tempesta di sabbia che ci avvolse nel 2004 e la sabbia, seppure a volte si solleva, non è mai realmente fastidiosa.
L'andatura è libera ed è vera gara nel gruppo dei più forti.
Una lunga fuga di due atleti caratterizza la prima parte della gara ma è dura pedalare da soli contro vento ed i due, dopo una trentina di chilometri allo scoperto, vengono raggiunti.
 Ristoro volante nel deserto.
In tanti poi provano a prendere il largo ma poi al traguardo si presentano una ventina di atleti ed è vera volata … con le solite recriminazioni dei battuti.
Vince il perugino Antonio Fabi, secondo è il romano Gianni Cesali e terzo il toscano Massimo Cagliata. Ultima Patrizia Graziosi.
Ci si raggruppa all'arrivo e poi si pedala assieme fino al fiume; la nave arriva subito ed i ciclisti, salendo, raccolgono l'applauso delle accompagnatrici che hanno fatto il tragitto sul Nilo, poi la nave continua la sua discesa del fiume andando verso Luxor.
La sera, nel corso del "Gallabeja Party" in abiti egiziani, si fanno le premiazioni della gara e si festeggia la buona riuscita della manifestazione.
Sabato 6 febbraio: Luxor
La mattina dopo il gruppo si divide in molti rivoli; sono infatti molti quelli che si sono svegliati all'alba per andare in aereo al Cairo a vedere le Piramidi; altri ne hanno abbastanza della bicicletta e decidono di dedicare la giornata alle visite turistiche o agli ultimi acquisti; altri ancora si godono il sole vicino alla piscina della nave.
Solo una quindicina di ciclisti fanno una breve uscita nei dintorni della città; per la prima volta non c'è una vera scorta di polizia ma unicamente un poliziotto sul taxi che funge da apripista.
La sera lo spettacolo di "Danza del Ventre" mostra le grazie di una giunonica ballerina (in verità in tanti hanno espresso qualche dubbio sul vero sesso dell'artista!); viene anche coinvolta nel ballo una ciclista che dimostra di essere decisamente più brava della nubiana.
Domenica 7 febbraio: le partenze
E giunge l'ora dei saluti: appena dopo colazione partono i "bolognesi" ed i "romani" (vanno in pullman ad Urgada da dove voleranno per l'Italia) mentre una quindicina di "milanesi" possono concedersi un'ultima uscita in bici perchè partiranno di sera.
Si pedala lungo il Nilo in direzione Nord tra campi di canna da zucchero e povere case brulicanti di bambini festanti. Poi ancora sole e relax in attesa della sera.

Quando la strada è dritta e il vento contro non si può rifiutare l'aiuto di un trattore!
Sulla nave oramai tutti sono una unica grande famiglia e mai come in questa occasione è stato facile formare "il gruppo" in un "clima" veramente piacevole ed i saluti sono decisamente amichevoli!
La seconda "Bicicrociera sul Nilo" è stata una esperienza favolosa e … chissà se tra qualche anno non la si ripeta perché, come si usa dire, "non c'è due senza tre"!
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