Il secondo "Tour del Mar Rosso" a Sharm el Sheikh
e la prima "Super Maratona di Mosè"
(16-23 feb 2004)

La seconda edizione del Tour del Mar Rosso è stata all'altezza della "tradizione"! Molte le novità rispetto alla passata stagione:
  • l'hotel è l'Holiday Inn Resort, uno splendido 5 stelle raccolto intorno ad una miriade di piscine con una bella e sabbiosa spiaggia prospiciente l'isola di Tiran. La scelta si è rivelata azzeccata ed alla fine tutti erano soddisfatti anche se "fare gruppo" in un hotel di 500 stanze non è facile!
  • l'arrivo di lunedì: studiato per facilitare le operazioni di trasporto bici in effetti ha funzionato e non ci sono stati problemi da nessun aeroporto italiano;
  • le uscite di gruppo fatte assieme ai ciclisti portati in Egitto da Prima Classe/Pinarello che sono ospitati nel Domina Coral Bay. Qualche difficoltà di collegamento tra i due gruppi impone che per il prossimo anno si individuino soluzioni diverse;
  • prima edizione della "Super Maratona di Mosè", una lunghissima galoppata di 210 chilometri dal Monastero di Santa Caterina sul Monte Sinai fino a Sharm el Sheikh. E' stato il momento migliore di tutta la settimana: un "numero zero" destinato ad un roseo futuro. In totale sono stati in 182 gli iscritti e di questi la metà hanno portato la bicicletta anche se qualcuno non è venuto per gareggiare!

Come al solito a Sharm c'è il sole ma durante tutta la settimana un fastidioso vento dal nord ha tenuto la temperatura su valori primaverili ottimi per i ciclisti ma che hanno reso difficile fare il bagno nelle splendide acque del Mar Rosso.

Ecco un breve diario delle giornate.

Lunedì 16 febbraio: l'arrivo dei partecipanti

Arrivano tutti senza problemi dai vari aeroporti italiani dove non ci sono stati problemi di imbarco per le bici e tutto ha funzionato alla perfezione.
Arrivano anche i 49 da Luxor che proseguono la vacanza dopo una splendida settimana sul Nilo. Il primo giorno si utilizza per prendere contatto con la realtà Egiziana e per coordinare il nostro gruppo con gli altri ciclisti del Coral Bay.
Di sera una riunione informativa prepara il terreno per le giornate che seguiranno poi tutti a nanna.

Martedì 17 febbraio: la prima uscita in bici

Dopo una abbondante colazione si parte in bici per andare alla scoperta di Sharm el Sheikh e di Naama Bay (la zona turistica di Sharm), poi si esce dall'abitato per andare a fare una lunga scorribanda lungo la strada che porta a Suez.
Si comincia a ritmo lento anche se si va veloci per via del vento che soffia alle spalle; poi, appena dopo il ceck-point di uscita di Sharm, una salita di tre chilometri seleziona il gruppo e mette in evidenza un gruppetto di persone già tiratissime e pronte agli impegni dei giorni prossimi. Dopo qualche chilometro però è già tempo di tornare indietro … ma il clima che si respira è stimolante e si capisce subito che andrà alla grande!
Nel pomeriggio la prima conferenza-dibattito di Fulvio Pugliese.
Ma l'argomento che tiene banco tra i ciclisti è però "l'ammutinamento" di una trentina di loro che non vogliono sottostare all'obbligo di partecipare alla cronometro prevista per il giorno dopo così come impone il regolamento della gara di Pinarello.
Un accordo all'italiana tra Tonino Scarpitti ed Andrea Pinarello (chi non partecipa alla cronoscalata deve trasportare la bici a sue spese a Dahab) mette pace nell'ambiente e tutti possono andare a dormire tranquilli.

Mercoledì 18 febbraio: la cronoscalata

In verità non sono in molti a gradire l'idea degli organizzatori della "Granfondo del Deserto" di richiedere ai ciclisti di andare in bici da Sharm a Dahab (oltre 90 chilometri) facendo una cronoscalata quasi al termine del percorso e pochissimi sono quelli che si impegnano nella gara.
La maggior parte prende l'imposizione solo quale mezzo utile a visionare il percorso di gara e per lasciare la bici a Dahab pronta per il giorno dopo.
Quelli che gongolano sono i 35 che vi hanno rinunciato e che fanno una leggera sgambata lungo la strada che porta all'oasi di Nabcq e che poi spediranno la bici in camion nella notte.
La gara contro il tempo ha comunque una sua dignità e, per la cronaca, i ciclisti della Mare & Monti (che ben si distinguono in gruppo per via dell'adesivo sottosella della "Cammello's Cup") ne escono da trionfatori: vince alla grande Massimo Sargenti - il nostro "meccanico ufficiale" ed il terzo posto lo conquista Fulvio Pugliese - il nostro esperto conferenziere!

Giovedì 19 febbraio: la Granfondo del Deserto by Pinarello

Di mattina trasferimento in pullman fino a Dahab.
Sulla linea di partenza ci sono circa trecento ciclisti; quasi un terzo dei partecipanti appartiene al gruppo Mare & Monti ed essi si fanno notare subito!
Al primo strappo scatta infatti Massimo Sargenti che riesce a prendere il largo; resta in fuga da solo per alcuni chilometri venendo poi ripreso da tre italiani e tre egiziani; il gruppetto scollina compatto e poi pedala di buona lena per tutto il resto del percorso riuscendo a mantenere un risicato vantaggio su un secondo gruppo forte di una ventina di unità.
Al traguardo il "nostro" Massimo batte tutti in volata vincendo da trionfatore ed aggiudicandosi tutto quello che si poteva vincere: cronoscalata, granfondo e classifica combinata!
Anche la volata del secondo gruppo è vinta da uno dei "nostri" (il laziale Roberto Mattei) e nei primi venti sono in molti ad avere il nostro segno di riconoscimento!
Ottimo anche il risultato della "nostra" Rosanna Bandieri che arriva seconda tra le donne.
E' quindi con soddisfazione che partecipiamo alla cena di gala ed alle premiazioni.

Venerdì 20 febbraio:

Non sono molti quelli che decidono di uscire in bici il giorno dopo la gara e quelli che lo fanno se la prendono comoda facendo un breve giro nei dintorni di Sharm.
La giornata scorre tranquilla poi, prima di cena, riunione di tutti per la seconda conferenza di Fulvio e per le notizie organizzative sulla super-maratona del Monte Sinai.
La sala è affollata, l'interesse è altissimo: non è una gara agonistica ma i 210 chilometri di deserto spaventano!
Alla fine sono in 47 quelli che decidono di cimentarsi nell'impresa!

Sabato 21 febbraio: la "Super-Maratona di Mosè"

Si parte presto di mattina con due pullman nei quali salgono una novantina di persone tra ciclisti ed accompagnatori; tre camioncini hanno trasportato nella notte le 47 biciclette fino ai 1400 metri sul livello del mare del Monte Sinai.
Si arriva quando il sole è già alto e caldo e tutti i ciclisti optano per l'abbigliamento estivo lasciando i giubbotti invernali nel pullman che poi seguirà.
Il luogo è molto suggestivo. Qui Mosè ha vissuto per anni dopo la sua fuga dall'Egitto; qui ha preso moglie e qui ha portato gli ebrei in cerca della Terra Promessa dopo il miracoloso attraversamento delle acque del mare. E' proprio in questa valle sacra che gli ebrei costruirono un vitello d'oro per adorarlo quando Mosè si era ritirato sul Monte Sinai per ricevere le tavole dei 10 Comandamenti e sul vitello d'oro si scatenò l'ira del Profeta.
In questa valle i primi monaci cristiani costruirono il monastero quasi duemila anni fa e da allora essi lo difendono contro tutti e contro tutto. Oggi devono difenderlo … dalle invasioni dei turisti che arrivano ogni giorno con centinaia di pullman!! Ci sarebbe tanto da vedere ma la bici chiama e tutti scalpitano per partire.
Solo Giancarlo Brocci si attarda a visitare il monastero dall'esterno anche se questo significherà per lui una solitaria rincorsa all'inseguimento degli altri.

Gli accompagnatori sono gli unici a potersi permettere la visita guidata.
I primi chilometri sono in discesa poi una breve ma ripida salita seleziona i partecipanti che si suddividono in vari gruppetti.
Il percorso è bellissimo ed è certamente la cosa più bella che si è vista nel corso dell'intera settimana in bicicletta: si attraversano paesaggi aspri e desertici (in questa zona ci sono le uniche valli del Sinai dove il deserto è sabbioso); le montagne sono delle sculture di granito e calcare modellate da millenni di vento desertico; dalla stretta striscia di asfalto i ciclisti possono vedere le povere case dei berberi immerse e sperdute in quell'universo color ocra.
E' piacevole pedalare nel silenzio più assoluto e la strada in leggera discesa stimola i ciclisti a viaggiare a velocità sostenuta anche se in alcuni punti il rifacimento del manto stradale limita alquanto le prestazioni di tutti.
L'auto dell'organizzazione fa la spola tra i vari gruppetti fornendo acqua e generi di conforto. In coda ci sono i camion che hanno trasportato le biciclette ed un pullman pronto a raccogliere chi dovesse arrendersi.
Al primo traguardo-ristoro posto ad 80 chilometri dalla partenza solo in 12 si fermano e salgono sul pullman scopa: hanno tutti il viso sorridente e soddisfatto di quanto sono riusciti a fare! Sopraggiunge anche il pullman degli accompagnatori che hanno terminato la visita al Monastero di Santa Caterina.

Tutti assieme si recano a Dahab per il pranzo e per una successiva e breve visita alla città di mare. Nel ristorante di Dahab vanno anche coloro che si fermano al traguardo-ristoro della mediofondo, quello dei 130 chilometri (e sono in 15 coloro che raggiungono il massimo obbiettivo che gli consente il loro grado di allenamento) mentre coloro che hanno deciso di fare il percorso lungo della Super Maratona affrontano l'intero percorso della Granfondo del Deserto.
L'ultimo a prendere la sofferta decisione (fermarsi o continuare?) è il Brocci che fa rifornimento di acqua e di viveri, rifiuta l'assistenza del camion e del pullman ("rovinerebbero il silenzio dei luoghi!") e si prepara a fare altri cento chilometri in piena solitudine.
Intanto il gruppetto dei primi, che ha pedalato compatto nel deserto, in vista di Sharm el Sheikh aumenta la velocità come se sentisse forte il richiamo del traguardo finale!
Sono in sei a presentarsi per primi all'ingresso dell'Holiday Inn: foto di rito per Mauro Matucci, Stefano Nicoletti, Marino Petrarolo, Carlo Pizzi, Cristian Pogni e Nino Usai.
Dopo poco ne arrivano altri tre che erano del primo gruppo ma sono rimasti attardati da una foratura nell'ultimo chilometro: Tiziano Cogoli, Andrea Cupini e Gianmario Tavarini. Poi è la volta della prima donna Rosanna Bandieri che arriva assieme ad Andrea Terranino. Seguono Gianni Castagna e Gino Nanni.
Poi ancora un terzetto con Maurizio Bianchi, Fulvio Pugliese e Gianni Tiso. Ed ancora una donna Margherita Zavan con Francesco Robba.
E solo quando il tramonto già colora di rosso le montagne desertiche, arriva Giancarlo Brocci. Sono arrivati in 19 ma è stata una giornata indimenticabile per tutti i 47 atleti!
La sera a cena non si parla d'altro e sono in molti quelli che si pentono di … non averci provato!!!

Domenica 22 febbraio: il parco di Ras Mohammed

Giornata dedicata alla visita in bici al parco marino di Ras Mohammed, una delle aree protette del Mar Rosso dove ognuno dovrebbe fare un bagno con maschera e boccaglio per vedere le meraviglie che la natura è capace di fare quando resta intatta. I ciclisti però si limitano ad una veloce galoppata in andata e ritorno.
Due le soste obbligate: all'ingresso del parco (il posto di controllo è severo) ed al termine della strada asfaltata dove un enorme monumento in cemento armato, che simboleggia la porta di accesso alle meraviglie marine, sembra fatto apposta per una foto ricordo del gruppo ciclistico.
Ma lungo tutto il tragitto sono in molti a fermarsi per scattare fotografie nelle zone panoramiche più belle avendo come sfondo l'azzurro intenso del mare.
Si torna in hotel per il pranzo. Nel pomeriggio ultima conferenza-dibattito di Fulvio Pugliese e poi le premiazioni della Super Maratona di Mosè.
Tutti i partecipanti vengono chiamati all'applauso dei presenti ed a fare la foto di gruppo.

Lunedì 23 febbraio: le partenze

Si ritorna in Italia certamente più abbronzati di quando si è arrivati!
Tutto sommato è andata molto bene e tutti sono soddisfatti della vacanza sportiva.
Solo i 49 che hanno fatto le due settimane sanno che il vero Egitto non è a Sharm (che è, in effetti, solo una bella cartolina turistica!) ma si trova lungo le rive del grande fiume africano!
Molti sono i progetti ed i propositi che frullano nella testa dell'organizzatore ma … questa è un'altra storia!